Lecce, 2 apr – Tali osservazioni alimentano il più recente dibattito scientifico di ambito geografico. Eppure, se i geografi s’interrogano sull’epistemologia del fenomeno migratorio al fine di valorizzarne la dimensione processuale e transcalare, altrettanta rilevanza rivestono lo studio delle narrazioni a esso collegate e di come queste influenzino l’opinione pubblica, determinando conflitto o integrazione. La geografia si apre quindi alla letteratura, alla documentaristica, al cinema, alla musica, alla graphic novel, alimentando un dialogo che, oltre a offrire diversi e innovativi spunti metodologici, si ammanta di un’imprescindibile valenza sociale e politica. In un’epoca caratterizzata da una forte tendenza alla sclerotizzazione delle identità, tale dialogo stimola necessarie riflessioni sull’alterità, sulle dinamiche d’incontro e scambio, oltre che di conflitto, sulle nuove modalità di vivere gli spazi della quotidianità che si integrano a quelli preesistenti, e sulle opportunità derivanti dalla promozione di pratiche di riconoscimento reciproco per la valorizzazione delle stesse identità territoriali». Alcuni dei contenuti dell’iniziativa derivano dai lavori del convegno “Sguardi sulla città” (a cura di Cristina Jandelli e Raffaele Pavoni, Università di Firenze, 21-22 gennaio 2019), realizzato nell’ambito del progetto di ricerca “Filmare l’alterità”. (Com)