Roma, 3 apr – Un Senato di 200 senatori più i 6 eletti all’estero, e analogamente una Camera di 400 più i 12 eletti all’estero: è questa la proposta del segretario del Consiglio generale degli italiani all’estero Michele Schiavone, presentata in una audizione in Commissione Affari costituzionali alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riduzione del numero dei parlamentari. Una proposta che di fatto punta a escludere completamente la circoscrizione estero “già attualmente sottorappresentata” dalla riforma costituzionale della maggioranza che punta a dare una netta sforbiciata al numero di parlamentari portandoli a 600 in tutto: 200 al Senato e 400 alla Camera appunto, ma compresi anche 4 senatori eletti all’estero (contro i 6 di adesso) e 8 deputati (che oggi sono 12). Una formula che, così com’è, costituisce secondo Schiavone “una gravissima lesione dei diritti di uguaglianza dei cittadini, perché acuirebbe gravemente la profonda discrepanza nel numero tra elettori ed eletti, relegando tutti i cittadini residenti all’esterno in una condizione di inferiorità e marginalità. Il numero limitato ha creato sin dall’inizio in rapporto di rappresentanza più che squilibrato a danno degli iscritti all’Aire. Dal 2006 la base elettorale italiana è andata calando, mentre quella dell’Aire è aumentata del 60% e continua a crescere a causa dei nuovi flussi migratori”.
(SEGUE)