Parma, 3 apr – Dieci anni di cooperazione internazionale targata Parma nei villaggi rurali del Senegal. Per tracciare un bilancio del lavoro svolto dal Cuci (Centro universitario per la cooperazione internazionale) e dai suoi partner nel Paese africano, nei giorni scorsi al plesso di via D’Azeglio si è svolto un simposio alla presenza di Bi neta Gueye, presidente della Ong senegalese Feeda e coordinatrice dei progetti di sviluppo attivi. Così si legge oggi sulla Gazzetta di Parma. «La sfida più importante – ha detto Bi neta Gueye – è raggiungere l’uguaglianza di genere attraverso l’educazione scolastica delle ragazze e delle donne. L’ignoranza è la prima fonte del sottosviluppo e diventa quindi fondamentale agire su questo livello. Ringrazio l’Università e le altre realtà che partecipano ai progetti attivati». I saluti della prorettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Valenti hanno anticipato l’intervento di Alessio Malcevschi, delegato per la rete delle Università per lo sviluppo sostenibile. Nadia Monacelli (Cuci) ha quindi illustrato il lavoro svolto in dieci anni in Senegal. «Dal 2008 il Cuci è al centro di una rete territoriale di cooperazione internazionale promossa e coordinata dall’ associazione Mani di Parma, alla quale partecipano, in qualità dico -partner, oltre al Comune di Ravenna, il Comune di Collec chio e il Comune di Parma insieme a diversi partner del territorio» ha spiegato. (PO /Kgn)