Roma, 4 apr – “Negli ultimi tempi si è parlato molto della cittadinanza, un
termine che secondo me da parte di questa maggioranza e di questo governo è stato
abusato e svuotato del suo significato: da una parte quando si parla di
cittadinanza da regalare, la cittadinanza non si regala ma è un diritto e
dall’altra parte quando si fa distinzione tra un cittadino di Serie A che vive in
Italia e un cittadino di Serie B che vive all’estero”. Lo afferma in
un’intervista a 9colonne la deputata eletta all’estero del Pd Angela Schirò.
“L’abbiamo visto per esempio riguardo il reddito di cittadinanza – aggiunge – per
cui gli italiani all’estero che desiderano tornare in Italia saranno esclusi dal
programma perché non possono far valere i due anni di residenza in Italia. Da New
York Di Maio ha annunciato di estendere il reddito di cittadinanza agli italiani
all’estero che desiderano tornare in Italia, però gli annunci facili non servono
a nulla se non sono seguiti da atti concreti”. “Cittadina di Serie B, così mi
sento io, nata e cresciuta all’estero quando si parla anche del diritto al voto,
un diritto che ci riguarda come cittadini italiani a tutti gli effetti –
sottolinea la deputata – Si parla anche di voler ridurre il numero dei
parlamentari, cosa giusta che si può fare ma ovviamente tenendo in considerazione
le varie situazioni che ci sono. Ridurre ulteriormente i parlamentari eletti
all’estero rappresenterebbe una ferita e un vulnus per noi italiani all’estero –
continua la Schirò in riferimento al ddl già approvato dal Senato che taglia gli
eletti all’estero da 18 a 12 – perché già oggi siamo sottorappresentati: cosa
succederà se il loro numero verrà tagliato ancora di più? Chi si occuperà di
tutte le preoccupazioni e i problemi che ci sono tra i nostri emigrati che non
sempre vivono nel Paese della ‘cuccagna’ come si crede magari qui in Italia:
questioni personali, questioni che hanno a che fare con i servizi consolari . . .
chi sarà la loro voce qui in Italia se il loro numero verrà tagliato?”. (PO / Fas
/ Roc)