Bruxelles, 4 apr – Riduzione del periodo iniziale dei controlli alle frontiere da sei mesi (come avviene attualmente) a due mesi e limite dell’eventuale proroga a un periodo massimo di un anno, anziché a due anni. Questa la posizione del Parlamento europeo, confermata con la votazione odierna. Il Codice Frontiere Schengen, attualmente in fase di revisione, consente agli Stati membri di effettuare, in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna, controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen. Il Parlamento e il Consiglio europeo avevano avviato la discussione sulla revisione delle norme all’inizio di quest’anno, ma hanno deciso di sospendere i negoziati dopo che è risultato evidente che un compromesso non era raggiungibile. In caso di estensione dei controlli temporanei alle frontiere oltre i primi due mesi, gli eurodeputati vogliono che i paesi Schengen forniscano una valutazione dettagliata dei rischi. Oltre a ciò, ogni ulteriore estensione dei controlli alle frontiere oltre i sei mesi dovrà essere valutata dalla Commissione, per verificare che la richiesta sia conforme ai requisiti giuridici, ed essere autorizzata dal Consiglio UE. Infine, il Parlamento dovrebbe essere maggiormente coinvolto nel processo. (Peg / UE)