Roma, 4 feb – “Le rotte migratorie sono principalmente tre: Africa subsahariana, Corno d’Africa e Medio Oriente. I mediorientali ora non riescono più a entrare dall’Egitto, ed è una delle ragioni per cui è aumentato il traffico sulla rotta balcanica. Tutti vanno verso la Libia. In Africa subsahariana vi sono delle vere e proprie ‘agenzie di viaggio’, che organizzano lo spostamento dei migranti. Chi parte dal Corno d’Africa deve invece attraversare mesi di deserto e ci sono moltissime persone che muoiono”. Lo ha detto l’ammiraglio Enrico Credendino, Operation Commander della missione Eunavfor Med , nel corso di una audizione presso le commissioni congiunte Difesa di Camera e Senato sull’operazione Sophia nel Mediterraneo. “Si tratta di viaggi che vanno dai 6 ai 18 mesi, buona parte dei migranti hanno i soldi solo per arrivare in Libia, poi lavorano come schiavi per alcuni mesi per poter ripartire. In questo contesto, la condizione femminile è particolarmente difficile, sanno che saranno abusate più volte durante il viaggio e sono spesso alla mercé dei mercanti. Molte forte è anche il problema dei bambini non accompagnati, un traffico dell’8%”.
(Sis)