Roma, 5 apr – La Esteri ha anche avviato l’esame di alcune risoluzioni sul conflitto in Yemen, sulla situazione in Venezuela e sul potenziamento del personale assegnato ai consolati di Caracas e Maracaibo. Il Governo ha detto sì a quest’ultimo documento, seppur con alcune modifiche. In particolare, il personale proveniente dalla Farnesina o da altri consolati o ambasciate dovrebbe essere non trasferito, ma inviato solo a titolo temporaneo e non dovrebbe essere richiesta la conoscenza dello spagnolo. Sulle risoluzioni riguardanti la situazione del Venezuela, entrambe depositate dall’esponente di Fdi Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario agli Esteri Picchi ha invece dato un parere contrario: la prima, che chiedeva al Governo di non riconoscere l’esito delle ultime elezioni presidenziali e dunque il secondo mandato di Maduro, è stata già attuata dal Governo italiano, mentre sulla seconda, che proponeva il riconoscimento ufficiale della presidenza Guaidò, Picchi ha ribadito che “il Governo italiano intende continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel Paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di Ue, affinché sia affrontata con priorità l’emergenza umanitaria, e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale; a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela; a sostenere gli sforzi diplomatici al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale”. Come poi sottolineato da altri esponenti Cinquestelle in Commissione come Cabras e Carelli, l’obiettivo di maggioranza e Governo è quello di non esacerbare con forzature istituzionali la contrapposizione già molto forte nel paese sudamericano: una posizione definita “equilibrata” anche dal leghista Formentini, che ha però ribadito la condanna della “dittatura” di Maduro. (SEGUE)