Roma, 5 apr – Il Consiglio generale degli italiani all’estero, in audizione in commissione Affari costituzionali della Camera il 3 aprile, ha precisato i motivi della sua contrarietà alla riduzione dei parlamentari eletti all’estero. Dal 2006 a oggi – fa notare il Cgie – la base elettorale in Italia è andata calando, mentre quella degli iscritti all’AIRE è aumentata del 60% circa e continua a crescere a causa di flussi di emigrazione stabile, cui si aggiungono gli italiani temporaneamente all’estero, anch’essi in costante aumento. “A ciò va aggiunto – sottolinea il Consiglio generale degli Italiani all’estero – che l’approccio adottato dalla proposta in esame, consistente nell’operare un taglio lineare dei parlamentari a partire dalle previsioni numeriche contenute negli artt. 56 e 57 Cost., non appare coerente con la previsione di cui all’art. 48, comma 3, Cost., che afferma il principio di effettività del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero, istituendo, ‘a tal fine’ la circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere”. Secondo il Cgie “anche la soluzione paventata da alcuni esperti, invece, di eliminare del tutto la Circoscrizione Estero, non è condivisibile in quanto, da una parte, si tratterebbe di incidere anche sull’art. 48, comma 3 Cost., disposizione allo stato estranea alla proposta revisione costituzionale; dall’altra si annullerebbe ex abrupto una conquista di recente ottenuta e frutto di un lungo, tortuoso ed ampiamente condiviso percorso parlamentare. L’approccio più rispettoso dell’art. 48 Cost., si avrebbe allorché la revisione costituzionale in esame valutasse di espungere del tutto il riferimento agli eletti nella circoscrizione Estero dal taglio lineare, in modo da prevedere in aggiunta al numero rideterminato dei deputati e senatori eletti nel territorio nazionale, il novero immutato dei deputati e dei senatori eletti all’estero”. (Red)