Firenze, 8 apr – “Lo studio risponde a una domanda fondamentale – spiega Ugo
Bardi, docente di Chimica fisica dell’Ateneo fiorentino -: nella situazione di
urgenza climatica in cui ci troviamo, è più conveniente ridurre le emissioni
degli impianti convenzionali, oppure passare direttamente alla produzione di
energia con tecnologie pulite e rinnovabili?”. “Alla base dell’accordo di Parigi
sui cambiamenti climatici del 2015 – spiega ancora Bardi -, ci sono modelli che
si basano sulla possibilità di ‘sequestrare’ il carbonio emesso dalle centrali
elettriche a carbone e gas seppellendolo sotto terra per impedire che vada
nell’atmosfera e causi il riscaldamento per effetto serra. Ma interrare il
carbonio è come nascondere il problema sotto il tappeto – prosegue il ricercatore
– e si tratta di una tecnologia tutta da valutare, dato che non è mai stata
sperimentata su larga scala”. I ricercatori hanno calcolato il rendimento
energetico in relazione all’energia investita per tecnologie di cattura del
carbonio in una serie di centrali elettriche a combustibili fossili, tra cui
carbone e gas naturale, usando un metodo detto di “ciclo di vita”, che valuta
l’energia necessaria per costruire gli impianti, gestire la manutenzione e poi
smantellarli alla fine del ciclo operativo. Hanno poi confrontato questi
risultati con il ritorno ottenuto dagli investimenti in sistemi di energia
rinnovabile, come parchi eolici e pannelli solari, valutando le variabili legate
al costo di produzione e di manutenzione di pannelli solari e turbine e alle
caratteristiche dei luoghi in cui vengono installati – inclusa la necessità di
immagazzinare l’energia prodotta. Il risultato è che, anche nel caso di fonti
rinnovabili moderatamente efficienti, il ritorno in termini di energia è migliore
rispetto a quello che si avrebbe costruendo nuove centrali elettriche a
combustibili fossili con cattura del carbonio. “I risultati sono chiari –
commenta Bardi -, per ogni combinazione ragionevole dei parametri, l’energia
rinnovabile vince sul ‘sequestro’ del carbonio. Il vantaggio, non solo monetario,
suggerisce che dovremmo impegnarci al massimo in questa direzione per combattere
i cambiamenti climatici”. (BIG ITALY / red)