Roma, 9 apr – “Le norme contenute nel decreto 22/2019 ci paiono pienamente adeguate ai fini perseguiti. Tuttavia, va ricordato che questo decreto, come del resto anche gli interventi normativi europei, può unicamente mitigare i rischi connessi a una possibile no deal Brexit, ma non eliminarli del tutto. Ciò perché, come già ricordato in precedenza, spetta comunque agli operatori privati prepararsi adeguatamente a un tale scenario e fare correttamente uso degli strumenti che vengono loro forniti”. Lo afferma Pietro Antonio Catte, vice capo del Servizio Economia e relazioni internazionali della Banca d’Italia, in audizione presso la Commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’esame del Decreto Legge 22/2019 “Sicurezza e stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall’unione europea”. “In conclusione – sottolinea ancora Bankitalia – il decreto mette a disposizione dei soggetti vigilati un insieme di misure che consentono, in maniera equilibrata e rispettosa dei principi comunitari, di assicurare la continuità operativa dei mercati finanziari e degli intermediari, nell’evenienza di una Brexit senza accordo, e di salvaguardare gli interessi della clientela italiana. Il decreto fornisce strumenti adeguati per gestire le possibili conseguenze del no deal e predispone l’ordinamento italiano al contenimento dei relativi rischi, affinché in uno scenario di mancato accordo la transizione sia la meno traumatica possibile. Resta ovviamente in capo ai soggetti privati di avvalersi degli strumenti forniti, in funzione delle proprie strategie”. (Roc)