La flat tax deve essere “indicata come un punto di forza per la crescita. Deve essere l’elemento qualificante del Def”. Lo sostiene Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti e teorico della “tassa piatta” in una intervista al Corriere della Sera. Conte parla di “pilastro da completare in manovra”, Tria e Castelli frenano… Slitterà a settembre? “E’ evidente che il provvedimento deve essere varato nella sua completezza e struttura nella prossima manovra. Ma il Def deve dire ‘faremo quel tipo di riforma e questo aiuterà il Paese a superare la congiuntura recessiva’”. E sostiene che “proprio perché il Paese non cresce c’è bisogno della flat tax. È come dire al malato, che sta morendo perché non ha i soldi per comprarsi l’antibiotico, di prendere l’aspirina perché costa meno”, “la flat tax è nella road map del governo e quindi i soldi si trovano, come li abbiamo trovati per la scorsa legge di Bilancio”. Aumenterete l’Iva? Tirerete fuori la patrimoniale? “No, siamo un Paese con i fondamentali solidi. Abbiamo un patrimonio immobiliare enorme, basterebbe valorizzarlo per poter rimettere in pista l’economia e le prossime dieci leggi di Bilancio”. E conclude: “Il progetto di flat tax consegnato al ministro Tria contiene tutti gli elementi per garantire la progressività. Salvini ha detto che non può essere progressiva nel senso di mettere più aliquote. Ma si può ottenere la progressività anche con un’aliquota unica al 15, fino a 50 mila euro, con il sistema delle deduzioni”. (red – 9 apr)
