Roma, 9 apr – Nel mondo oltre la metà dei bambini che non va a scuola vive in contesti d’emergenza, con uccisioni di studenti e insegnanti, distruzione di edifici, stupri, arruolamento di bambini soldato, minori sfollati e rifugiati. 1 ragazzo su 5 tra i 15 e i 17 anni non è mai stato a scuola e 2 su 5 non hanno completato la scuola primaria. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto WeWorld Index 2019 “Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti”, presentato oggi alla Farnesina. “Quasi tutti i paesi in fondo alla classifica di WeWorld Index sono attraversati da conflitti interni o internazionali, oppure da un elevato grado di insicurezza, come Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali, Sud Sudan, Congo, Niger, Yemen, Afghanistan, Burkina Faso ecc. Le crisi umanitarie espongono bambini e adolescenti a sofferenze che, se non adeguatamente affrontate, possono compromettere lo sviluppo umano dell’individuo e di conseguenza anche sociale ed economico della collettività”, ha detto Giorgio Marrapodi, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri. WeWorld Index misura ogni anno il tasso di inclusione nel mondo: in Italia l’inclusione viene classificata come solo “sufficiente” rispetto alla “buona inclusione” della maggior parte dei maggiori Paesi europei. Il nostro Paese perde 9 posizioni rispetto al 2015: è 27° su 171 Paesi mentre era 18° su 167 nel 2015. Il focus tematico dell’edizione 2019 è il tema dei conflitti come barriera all’educazione. Nel WeWorld Index 2019 vengono infatti esplorate le conseguenze dei conflitti sull’educazione, poiché in molti paesi costituiscono la principale ragione dell’interruzione dei percorsi d’istruzione. (PO / SEGUE)