Roma, 11 apr – Nel 2017 – rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia” – migliorano quasi tutti gli indicatori legati alla criminalità. Si conferma il trend discendente di lungo periodo per gli omicidi volontari (0,59 per centomila abitanti) e diminuisce l’incidenza dei furti denunciati (2.090,8 per centomila abitanti) e delle rapine (50,5 per centomila abitanti).
Rimangono forti le differenze a livello territoriale. L’incidenza maggiore di omicidi si registra nel Mezzogiorno, con la Puglia al primo posto; per le rapine il primato negativo spetta alla Campania, con un valore circa doppio rispetto alle regioni che la seguono (Lombardia, Lazio e Piemonte). Il Centro-nord presenta, invece, i tassi più elevati per i furti denunciati (2.343,1 per centomila abitanti, rispetto a circa 1.600 nel Mezzogiorno). Nel confronto europeo, con 0,66 omicidi volontari commessi per centomila abitanti, l’Italia si colloca nel 2016 tra i sei Paesi con incidenza più bassa.
Le vittime di omicidio di sesso femminile diminuiscono leggermente, sono il 34,5% del totale nel 2017, 123 casi a fronte dei 357 omicidi volontari totali. Tuttavia, l’evento omicida continua a consumarsi prevalentemente in ambito familiare (72,4% da partner, ex partner o altro parente). Il Nord-est presenta la percentuale più alta di vittime fra le donne (44,9%), ma il Mezzogiorno è l’unica delle quattro ripartizioni dove la percentuale è in aumento.
Nel 2017 continua l’aumento della popolazione carceraria (95,2 detenuti per centomila abitanti). L’indice di affollamento delle carceri sale così a 114,1 per 100 posti letto. In ambito europeo, l’Italia si posiziona tra gli 11 Paesi con una presenza proporzionalmente minore di detenuti (dati 2016).
Continua a diminuire la percezione del rischio “criminalità”, uno dei problemi maggiormente sentiti dai cittadini. Nel 2018 la quota di famiglie che percepiscono questo rischio nella zona in cui vivono è al 28,6%, oltre 12 punti percentuali in meno dal massimo del 2015 (41,1%). (red)