“Sarà un crescendo. Di iniziative, di manifestazioni, di scioperi. Finché il governo non capisce che deve cambiare politica altrimenti andiamo a sbattere”. Annamaria Furlan, segretario generale Cisl, intervistata da Il Dubbio afferma che nonostante sia evidente che l’Italia è ormai bloccata, in crescita zero, “il problema del lavoro e quindi dello sviluppo e dunque del vero diritto di cittadinanza delle persone, rimane sullo sfondo, non diventa una priorità. In questo quadro, non si possono calibrare le possibili misure per incentivarlo. Del resto è stato disarmante vedere l’ultima Finanziaria caratterizzata dalla scelta politica di puntare su quota 100 e reddito di cittadinanza, e non su sviluppo, crescita e lavoro”. Per Furlan “C’è una ossessiva e continua ricerca del consenso quotidiano senza occuparsi di ciò che accadrà al paese e ai cittadini tra uno, due, tre anni”. Una carenza di lungimiranza che “si vede anche dal fatto che mentre discutiamo tanto di pochi migranti si trascura il dramma per cui ogni giorno dall’Italia partono tanti giovani per migrare. È questo il nostro vero impoverimento: il fatto cioè di non avere la capacità di creare prospettive per il futuro. E quindi coltivare ed alimentare la speranza”. E come si interrompe questa emorragia? “Portando di nuovo al centro il tema dell’occupazione. Per riuscirci è necessario cambiare la linea economica del governo. È davvero sconcertante che dopo aver negato per tanti mesi che fossimo a crescita zero, adesso arriva il Def nel quale si riconosce che l’Italia è ferma ma ciò nonostante non ci si concentra neppure minimamente su come sbloccarla”. “Uno degli errori più significativi in atto è il blocco di tutte le medie e grandi opere”. A partire dalla Tav. (12 APR / red)