Intervistato dalla Verità il sottosegretario Claudio Durigon difende l’operato del governo sulle pensioni: “le abbiamo rivalutate più di qualsiasi governo”, sottolinea. “È vero che a prima vista può sembrare che ci siano degli euro in meno. Ma la causa della detrazione non sono i nostri provvedimenti”. “Bisogna fare un po’ di storia. Nel 2000 finisce la vecchia perequazione” “all’epoca ogni perdita dovuta all’inflazione veniva compensata in integrale”. Ma “nel 2011 con Mario Monti, viene azzerata. Poi Enrico Letta e Paolo Gentiloni adeguano, ma al 95%. Noi abbiamo aumentato questa quota al 97!”, ovvero “Per ogni euro di potere di acquisto perso i pensionati ne recuperano il 97%. Il massimo parametro mai adottato negli ultimi dieci anni”. Ma allora perché ad aprile alcuni pensionati notano degli importi ridotti rispetto ai mesi precedenti? “È un effetto ingannevole, dovuto principalmente a due motivi. Il primo: spesso il calo dell’importo netto è dovuto alle addizionali, ai conguagli, ai diversi tributi che possono essere prelevati in mesi diversi e gravano sul netto”. Ma un comune mortale come fa a capire che non ci sia davvero una detrazione eccessiva o un errore? “Semplice: deve confrontare l’importo lordo. Paragonare il saldo lordo. Se è invariato può stare tranquillo”. In ogni caso “per due pensionati su tre, non cambia di un solo centesimo il saldo”. E il terzo rimanente? “È fatto di quelli che aumentano di qualcosa, ovviamente i minimi e di quelli che malgrado l’incremento che abbiamo varato perdono qualcosa” ma “Grazie al nostro intervento perdono molto meno: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di pochi centesimi. Nei casi più alti pariamo di 20-30 euro per pensioni fra i 5 e i 6.000 euro lordi”. (12 apr / red)