Roma, 8 ott – Le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia hanno incardinato le cinque proposte di istituzione di una Commissione Bicamerale d’inchiesta sull’uso politico della giustizia, e in particolare sul caso Palamara. Centrodestra (soprattutto Fi) in pressing per un iter veloce che possa far partire i lavori dell’organismo prima di luglio 2022 (a pochi mesi, peraltro, dalla conclusione naturale della Legislatura). Giustizia e Attività produttive hanno invece approvato il parere favorevole con osservazioni al decreto di attuazione della direttiva sull’uso di strumenti digitali nel diritto societario. Le tre Commissioni hanno poi approvato i rispettivi pareri, contenenti tutt’al più osservazioni, alla Nota di aggiornamento al Def, cui in Commissione Affari costituzionali si è aggiunto l’ok alla legge di delegazione europea (con l’allegata Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Ue nel 2020), al Programma di lavoro 2021 della Commissione europea e alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Ue sempre per il 2021. Rinviato invece alla prossima settimana il voto sulle modifiche al regolamento di organizzazione degli uffici dirigenziali del Ministero dell’Interno, sul quale sono state decise alcune audizioni. Avviato inoltre l’esame del decreto che, tra le altre cose, proroga i termini per assegno familiare e referendum, mentre sono 76 gli emendamenti al testo unificato sui lobbisti. Secondo via libera della Commissione Giustizia, rinviato dall’Aula poco prima della pausa estiva dopo che la Bilancio aveva avanzato delle condizioni che riducevano l’impatto della legge. Sono stati così stanziati 150 milioni per salvare le due norme che la Ragioneria generale dello Stato prima e la Commissione Bilancio poi avevano chiesto di sopprimere perché non coperte: ossia l’applicazione della legge alle società partecipate e ai contratti già stipulati. Inoltre, nell’Osservatorio ministeriale sull’equo compenso entreranno cinque componenti delle associazioni di professionisti non iscritti a ordini o collegi (e non più due). Sul testo è poi peraltro arrivato il parere favorevole della Commissione Attività produttive. (SEGUE)