Roma, 11 ott – “Ho iniziato a lavorare su questa campagna ottica, analizzando i dati spettroscopici, nel 2015” conclude Federica Ricci, ricercatrice dell’Università degli Studi di Bologna e associata INAF, nel team che ha condotto lo studio. “Oggi, grazie alle osservazioni disponibili nell’archivio LAMOST, abbiamo certamente fatto un passo significativo verso l’identificazione delle sorgenti di raggi gamma con i blazar. Prospettive future realizzabili grazie ai set di dati LAMOST riveleranno sicuramente la natura di centinaia di nuovi blazar negli anni a venire”.
Il team di ricerca completo è costituito da Harold Peña Herazo (postdoctoral fellow presso l’East Asian Observatory), Francesco Massaro (Università degli Studi di Torino, associato INAF e INFN), Minfeng Gu (Osservatorio di Shanghai, Cina), Alessandro Paggi e Marco Landoni (Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF), Raffaele D’Abrusco (Center for Astrophysics – Harvard & Smithsonian, Stati Uniti), Federica Ricci (Università degli Studi di Bologna), Nicola Masetti (Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF e Università Andres Bello, Cile) e Vahram Chavushyan (Istituto Nazionale di Astrofisica, Ottica ed Elettronica, INAOE, Messico). (BIG ITALY / red)
