Roma, 12 ott -Il completamento dell’operazione Euronext, che con 4,4 miliardi di euro ha sancito l’ acquisto di Borsa italiana ad opera dell’ omologa francese, apre nuovi scenari per le imprese italiane. Non senza lasciare diverse perplessità per quella che, alcuni, vedono come l’ennesima cessione di un asset strategico del nostro paese all’ economia d’ Oltralpe. Se da un lato la crescita inarrestabile dei mercati internazionali – scrive Italia Oggi – ha imposto l’implementazione dell’offerta alle imprese italiane che vogliono cimentarsi al di fuori dei confini nazionali, dall’altra la partecipazione di Cassa depositi e prestiti nel Comitato di sorveglianza dovrebbe essere in grado di tutelare adeguatamente gli affari di casa nostra. L’ impegno, adesso, è quello di riuscire designare un amministratore delegato ed un management che conoscano bene la realtà industriale italiana e siano in grado di valorizzarne tutte le principali caratteristiche, a partire dalla creatività e dalla capacità innovativa che caratterizzano il made in Italy nel mondo. Sono questi i temi che hanno caratterizzato il dibattito nel corso del webinar «Addio alla Borsa italiana: mercati alternativi e Fintech, nuovi strumenti per sostenere la liquidità?» promosso dalla Cassa nazionale di previdenza dei Ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Sestino Giacomoni, deputato di Forza Italia presidente della Commissione di vigilanza della Cassa Depositi e Prestiti, Lucia Albano, componente di Fratelli d’ Italia in commissione Finanze a Montecitorio, Giulio Centemero, deputato della Lega in commissione Finanze e Mattia Mor, deputato di Italia Viva nella commissione Attività produttive. (red)