Roma, 12 ott – “La tenuta del G20 straordinario sull’Afghanistan è già un innegabile successo politico e diplomatico di Mario Draghi e della sua volontà di mantenere un faro acceso sull’Afghanistan”, “grazie alla credibilità di Mario Draghi, l’Italia ha potuto promuovere un’iniziativa del tutto innovativa rispetto alle agende tradizionali dei G20”. Lo afferma Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri con delega di diritti umani e alle organizzazioni internazionali, in una intervista al Corriere della Sera. “Il presidente del Consiglio lo ha fortemente voluto e, con pazienza e determinazione, ha tessuto la tela fino a creare il consenso sufficiente affinché avesse luogo. Certo, ora verifichiamo la disponibilità dei Paesi ad assumersi impegni e responsabilità”, prosegue, “avrà attorno al tavolo Paesi che in qualche modo dovranno scoprire le carte, ma che sono potenzialmente in grado di creare una piattaforma inclusiva ed efficace nella promozione di un approccio coordinato alla crisi afghana (in particolare i Paesi dell’Ue, Usa, Cina, Russia, Turchia, Qatar invitato speciale), al fine di integrare e sostenere l’impegno delle Nazioni Unite, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Tutto questo in linea con quanto prescritto dalla risoluzione 2593 del Consiglio di sicurezza dell’Onu e coerentemente con l’esito della Conferenza sulla situazione umanitaria in Afghanistan dello scorso 13 settembre”. Gli aiuti avranno delle condizioni? “II punto fondamentale da mantenere è che qualsiasi aiuto (e, in prospettiva, anche lo sblocco dei beni congelati) sia condizionato alla garanzia sull’accesso incondizionato delle organizzazioni umanitarie internazionali e sulla loro destinazione direttamente alla popolazione”, “tra le priorità più urgenti da discutere al G20 straordinario vi sono la prevenzione della catastrofe umanitaria, soprattutto in vista dell’imminente stagione invernale; l’obiettivo di ottenere un accesso libero e senza restrizioni all’assistenza umanitaria; il sostegno alla popolazione per far fronte ai bisogni più immediati, come l’accesso ai servizi di base e ai mezzi di sussistenza; il sostegno alla piena capacità operativa dell’aeroporto internazionale di Kabul, nonché di altri aeroporti nel Paese; la necessità di assicurare l’espatrio in sicurezza degli afghani che ne abbiano diritto e desiderino lasciare il Paese; la tutela dei diritti umani e della sicurezza delle persone, anche con riferimento a sfollati interni e rifugiati; il focus della sicurezza e sulla necessità di prevenire, in coordinamento con i Paesi della regione, il rischio di una nuova ondata terroristica ed estremista”. (red)