Arezzo, 12 ott – Posto nell’affascinante valle del Casentino, terra di castelli e pievi romaniche, di luoghi danteschi e terrecotte robbiane, Poppi è l’antico Pupius o Puppius, citato per la prima volta dall’abate Rodolfo II del monastero di San Fedele nel 1195. Storicamente capoluogo politico e amministrativo del Casentino, i suoi territori sono stati teatro di tante guerre: del 1289 è la battaglia di Campaldino che vede contrapposte Firenze contro Arezzo, ovvero guelfi contro ghibellini, una delle più grandi battaglie campali del medioevo alla quale partecipò anche Dante Alighieri, che la cita nel V Canto del Purgatorio; al termine del Quattrocento, poi, si svolgono le lotte politiche e militari tra Firenze e la Repubblica di Venezia. Di questo passato ricco di eventi, restano tante testimonianze per le vie del borgo. La cittadina, infatti, è racchiusa nelle proprie mura medievali e sulle case troneggia il castello dei Conti Guidi, opera del XIII secolo della celebre famiglia di architetti Di Cambio e “prototipo” di palazzo Vecchio a Firenze. Al suo interno si trova un museo dedicato alla battaglia di Campaldino e la biblioteca antica detta Rilliana, che prende il nome dal fondatore, il conte Rilli-Orsini, nonché la biblioteca moderna Vettori. Inoltre, nelle sue sale custodisce la cappella dei Conti Guidi, con un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto. Altri luoghi di interesse del borgo sono la propositura dei Santi Marco e Lorenzo (XVIII secolo) che ospita opere del Ligozzi e del Morandini, l’oratorio della Madonna del Morbo (XVII secolo), raro esempio di “barocchetto” toscano, la Badia di San Fedele (XI secolo), ricca di opere d’arte che risaltano sulle pareti in pietra, e il monastero delle Agostiniane (XVI secolo), che conserva pregevoli terrecotte robbiane. Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che circonda Poppi, si trovano poi due dei maggiori centri spirituali del mondo: l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012, e la Verna, il Santuario fondato da San Francesco (dove, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, ricevette le stimmate), celebre anche per le quattrocentesche terrecotte dei Della Robbia. Per completare la scoperta della cittadina, non resta che esplorarne le radici culturali e culinarie. La tradizione che spicca tra le altre è quella legata al “panno lana”, originario di Stia ma diffuso in tutto il Casentino, un panno indossato in origine dai monaci e dai montanari di colore verde e arancione. Due le principali manifestazioni di interesse culturale: la Fiera di Primavera, che espone produzioni biologiche, artigianato e antiquariato a Pasqua e Pasquetta, e il “Gusto dei Guidi”, mostra e mercato dei vini di Toscana e dei prodotti tipici casentinesi nel terzo fine settimana di agosto. Sono proprio i piatti tipici a stupire per la loro genuinità, a partire dal tipico tortello di patate locale, che differisce dal raviolo per il suo ripieno composto dal tubero Dop del Casentino. Tra eleganza fiorentina e paesaggio dominato tra Arno e Appennino, tra boschi che ispirarono Dino Campana e leggende di dame e castelli, le strade di Poppi sapranno conquistare tutti i viaggiatori di passaggio.
COME ARRIVARE: L’aeroporto più vicino è quello di Firenze (79 km). La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Arezzo (37 km), da cui si prosegue con treni locali. In automobile da nord: autostrada A1, uscita Firenze sud, direzione Pontassieve, poi Consuma e infine Poppi; in automobile da sud: autostrada A1, uscita Arezzo, direzione Casentino, poi Bibbiena e infine Poppi.
ALTRI LUOGHI DA VISITARE: La posizione del borgo è perfetta per raggiungere il Lago di Ridracoli, a cavallo tra la Riserva Statale Badia Prataglia e la Riserva Naturale Sasso Fratino. Da vedere anche gli affascinanti ruderi di San Paolo in Alpe. Imperdibile la Cascata Urlante a Premilcuore.