Roma, 5 lug – All’estero sono falsi tre prodotti alimentari di tipo italiano su quattro ed il mercato mondiale delle imitazioni del buon cibo Made in Italy vale oltre 50 miliardi di euro. In pratica, se si contrastasse l’agropirateria internazionale, le esportazioni di prodotti agroalimentari veramente e tipicamente italiani potrebbero quadruplicare. La consapevolezza di questa grande opportunità per un settore cardine dell’economia nazionale e la volontà di dare uno stop alla commercializzazione di prodotti “taroccati” tipo il californiano Chianti Forest Ville o i Navona biscotti al cioccolato (made in Bulgaria) ha convinto Unioncamere, con il contributo operativo di Isnart e delle Camere di commercio italiane all’estero, a varare il progetto “Ospitalità italiana – Ristoranti italiani nel mondo”. L’iniziativa sarà presentata oggi dal Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e dal Vice Ministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso.
(Com)