Roma, 13 ago – Nei primi sei mesi del 2007 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato sanzioni di due milioni di euro per pubblicità ingannevole. Lo ha reso noto la stessa Authority che ha tracciato un bilancio due anni e mezzo dopo l’entrata in vigore della legge. L’Antitrust in tutto si è occupata di 385 casi, riscontrando 344 violazioni, ed ha comminato sanzioni per un totale di 7.729.500 euro, di cui come anticipato 2.186.00 nel solo periodo gennaio-giugno 2007. Uno dei settori più a rischio, in questo senso, è risultato sicuramente quello della telefonia fissa e mobile, dove l’estrema varietà ed evoluzione delle offerte commerciali genera disorientamento nel consumatore. Tra le “trappole” tese ai consumatori ci sono i costi “mimetizzati” (i costi e le condizioni dell’offerta pubblicizzata che il messaggio omette), il livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi (necessità di verificare la copertura del segnale trasmissivo del servizio offerto, come nel caso dei servizi Umts o per la visione della tv sul proprio cellulare), le offerte cosiddette “per sempre”, ingannevoli perché in realtà è previsto un termine entro il quale il servizio, a quel prezzo, va utilizzato, e infine gli obblighi nascosti (ad esempio deve essere chiaro quando, per poter usufruire delle offerte o di un cellulare alle condizioni reclamizzate, bisogna aderire a determinati piani tariffari per un determinato periodo di tempo). In totale, l’Autorità si è occupata di 124 casi di pubblicità ingannevole nelle telecomunicazioni ed ha comminato multe per 2.782.500 euro. Solamente in 11 casi è stata riscontrata una non violazione, dato che indica l’alto livello di “scorrettezza” dei messaggi pubblicitari del settore. Altro settore a rischio “pubblicità ingannevole” è risultato quello del turismo. Su 20 procedimenti che complessivamente hanno toccato il settore ben 19 si sono conclusi con una decisione di ingannevolezza nell’ultimo anno e mezzo. Si è indagato soprattutto sui messaggi riguardanti strutture alberghiere, villaggi turistici, centri benessere, tariffe aeree, crociere, pacchetti vacanze. Particolarmente adatto a inganni di questo genere sembra essere Internet. La descrizione delle strutture sui vari siti del settore appare infatti spesso omissiva o completamente falsa, e in ogni caso induce in errore il consumatore, che non ha elementi per valutare l’offerta o addirittura si ritrova con informazioni false. Alcuni dei casi più frequenti riguardano strutture che si sono attribuite “stelle” in più rispetto a quelle regolarmente assegnate dall’Azienda di promozione turistica. Numerosi altri procedimenti riguardano invece la descrizione dei villaggi turistici sui cataloghi dei tour operator, all’interno dei quali le descrizioni spesso si discostano in maniera eclatante dalla realtà. Il totale delle multe comminate dall’Autorità dal