Pechino, 3 gen – Si qualificheranno ai mondiali di calcio del 2010 anche a costo della loro stessa vita. I giocatori della nazionale cinese hanno giurato pubblicamente che disputeranno la fase finale del mondiale sudafricano, leggendo una vera e propria formula: “Prometto di qualificarmi per il mondiale, che è l’obiettivo professionale per il quale lottiamo”, riporta il quotidiano “South China Morning Post”. Un traguardo, in realtà, non facile da raggiungere visto che la Cina si trova in un girone di ferro, insieme all’Iraq campione in carica della Coppa d’Asia, al Qatar campione dei Gochi asiatici e all’Australia, che ha preso parte ai mondiali di Germania 2006. Il giuramento è stato la risposta alla politica del “bastone e la carota” applicata dalla Federazione, che ha promesso premi generosi alla nazionale, ma solo dopo aver imposto un codice disciplinare basato sulla responsabilità collettiva: alla squadra andranno 1,1 milioni di dollari in caso di qualificazione, oltre a quasi 70.000 dollari per ogni partita vinta contro qualsiasi delle 50 prime squadre del ranking Fifa e quasi 42.000 per ogni vittoria contro le altre squadre. Ma ha proibito ai calciatori di giocare a poker in ritiro e, per ottimizzare la concentrazione e il rendimento, imposto dure restrizioni all’uso dei cellulari