Roma, 29 gen – Il 55% degli italiani dice che l’Unione
europea rappresenta qualcosa di positivo mentre il 10% associa l’Ue a un’idea
negativa. Allo stesso modo, il 50% degli intervistati giudica con favore
l’appartenenza dell’Italia all’Ue mentre i critici si attestano al 16%. Lo
afferma il rapporto di Eurobarometro sull’Italia. I favorevoli, secondo il
rapporto, si contano soprattutto tra gli elettori di sinistra e nel Nord Est
dell’Italia. I più critici si concentrano tra coloro che si dichiarano di
destra e nelle Isole. Allo stesso tempo calano gli italiani a conoscenza
dell’Ue. Sono in netta flessione coloro che dicono di avere almeno sentito
parlare dei vari organismi da cui è costituita l’Unione europea. Le istituzioni
più conosciute restano Parlamento, Commissione, Banca Centrale e Consiglio Ue,
con tassi di conoscenza che arrivano all’83% nel caso dell’Europarlamento.
Sotto il 50% invece la percentuale di intervistati che dicono di aver sentito
parlare della Corte di Giustizia e della Corte dei Conti. Sotto il 30% gli
italiani che dichiarano di conoscere l’esistenza del Comitato delle Regioni,
del Comitato Economico e Sociale e del Mediatore europeo. La scarsa conoscenza
si traduce spesso in evidente ignoranza. A una serie di domande elementari
sulla composizione e il funzionamento dell’Unione europea, gli italiani
registrano una delle percentuali più basse di risposte corrette (32%). Solo i
britannici fanno peggio con appena il 30% di risposte giuste, a fronte di una
media europea del 42%. Gli ultimi Paesi ad aderire all’Ue, Bulgaria e Romania,
e alcuni in via di adesione, Croazia ed ex Repubblica Iugoslava di Macedonia,
registrano percentuali più alte di risposte corrette rispetto agli italiani. La
maggioranza degli italiani ignora per esempio qual è l’esatto numero di Paesi
che compongono attualmente l’Ue, e questa lacuna appare tra il campione
italiano più profonda che tra le popolazioni degli altri Paesi analizzati. Ciò
detto, non è una sorpresa che il 62% degli italiani dice di non comprendere il
funzionamento della macchina comunitaria. Nello scorso rilevamento tale
percentuale si attestava al 53%.
(Caf)