Roma, 1 set – Circa 23mila richieste di aiuto, 16mila segnalazioni e 350 euro di rimborso medio per le vacanze rovinate. Se al turismo estivo italiano non è andata bene – registrata una flessione del 12% delle presenze e dell’8% delle spese – lo stesso può dirsi per i turisti del Belpaese, sempre più alle prese con “vacanze rovinate”. Non a caso è questo il titolo scelto da Telefono blu per il rapporto – giunto alla quarta edizione – che fa il bilancio dei problemi dei villeggianti. Al primo posto ci sono state le segnalazioni per i viaggi, soprattutto per i pacchetti acquistati in agenzia di viaggio o on-line. All’interno di queste segnalazioni trova il primo posto il mancato rispetto contrattuale (33%), seguito da recessi (25%), overbooking (7%), epidemie eventi naturali (5%). Al secondo posto delle segnalazioni di vacanze rovinate figurano la scarsa qualità del servizio delle strutture ricettive del nostro paese: alberghi residence, agriturismi, case vacanze, campeggi con una percentuale in leggera crescita (+1%) del 23%. In testa con il 46% i disagi nelle strutture (servizi non corrispondenti a quelli promessi, alimentazione, pulizia, mancanza di sicurezza); seguono i recessi al 32% e gli overbooking al 9%. Terzo posto nei fattori che rovinano le vacanze degli italiani, secondo Telefono Blu, figurano con il 21%, come lo scorso anno, i vettori: al primo posto gli scali aerei e i voli con il 40% dei casi (25% ritardi, 15% bagagli). Seguono le navi al 15% con i ritardi e i disagi del viaggio; al 12% i treni e al 10% i problemi in autostrada. Con il 12% si distinguono anche i disservizi arrecati ai turisti dalle diverse municipalità: mancanza di informazioni, multe a go go anche a ferragosto, strisce bianche eliminate, assenza di parcheggi e raccoglitori di rifiuti differenziati e non, barriere architettoniche e problemi di sicurezza. L’8% dei turisti – nell’estate del caro benzina – segnala inoltre i prezzi in crescita. Non mancano poi, con il 5%, segnalazioni per emergenze ambientali (rumori, inquinamento del mare, spiagge senza sicurezza e piene di rifiuti, abusi, ecc.). C’è anche una classifica delle provenienze delle segnalazioni: lombardi al 17%, laziali al 13%, campani ed emiliano romagnoli al 9%, dal Triveneto al 10% (Veneto 7, Friuli 2, Trentino – Sud Tirolo 1), piemontesi al 7%, toscani al 6 %, siciliani, calabresi e pugliesi al 4%. Le località italiane più segnalate: Sardegna, Veneto, Puglia, Campania e Liguria e Romagna. Quelle straniere (34% segnalazioni): Mediteranneo e capitali europee, seguite da Mar Rosso, Egitto, Caraibi, Maldive, Nord e Sud America.
(Grm)