Roma, 1 set – Di moviole durante le Olimpiadi di Pechino ne abbiamo viste fin troppe: pedane, vasche e stadi tutti scrutati al rallentatore. Ora, però, potrebbero arrivare anche sulle strade per immortalare il momento in cui l’automobilista indisciplinato passa col rosso al semaforo. Il vigile urbano, infatti, non è infallibile e potrebbe essere ingannato dal movimento. È quanto ha decretato la corte di Cassazione oggi con la sentenza n. 21816, un provvedimento destinato con ogni probabilità a far piovere una valanga di ricorsi davanti ai giudici. La rivoluzione stradale nasce dal caso di una signora di Roma, Isabella V., che dopo aver ricevuto una multa per aver bruciato un semaforo rosso si è vista rigettare la sua contestazione, con testimonianze a favore, dal giudice di pace perché quest’ultimo si è basato come da procedura “sull’efficacia fino a querela di falso del verbale di contravvenzione”. Per la Cassazione, però, la parola di un vigile urbano in questo caso può essere messa in discussione prima di arrivare a una querela quando ci sono testimoni che danno un’altra versione dei fatti, perché il passaggio di un’automobile con il rosso, “non trattandosi di una realtà statica ma di un corpo-oggetto in movimento”, è suscettibile di diverse ricostruzioni. Il pubblico ufficiale, essendo solo un uomo e non una macchina, può incorrere in “un eventuale errore nella percezione della realtà” e quindi il ricorso della signora Isabella è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio. L’efficacia fino a querela di falso, insomma, “non sussiste quando, le circostanze, in ragione della loro modalità di accadimento repentino non si siano potute verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obiettivo e abbiamo pertanto potuto dare luogo a una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento”. Per la Cassazione, insomma, si devono compiere i “necessari accertamenti” e il giudice di pace ha sbagliato “non ammettendo la prova testimoniale” perché le versioni del fatto potevano essere diverse. Così forse d’ora in poi avremo automobilisti da monitorare come atleti al traguardo con mezzi meccanici e più sicuri degli occhi umani nel fatidico attimo in cui scatta il rosso. Dimenticandosi che anche col giallo il codice della strada invita a fermarsi.
(Amf)