Roma, 26 mag – Cresce in Italia il numero dei fumatori, per
la prima volta dopo sei anni. Se fino allo scorso anno, infatti, si assisteva
ad un declino costante, seppur lieve, dei fumatori quest’anno si registra un
aumento di 3,4 punti percentuali. In entrambi i sessi, ma più marcatamente in
quello femminile. Aumento a cui corrisponde una diminuzione degli ex fumatori,
passati dal 18,4 del 2008 al 14,6% del 2009. Non si registra, invece,
contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un incremento delle vendite di
tabacco, che anzi sono calate nel 2008 dello 0,9%. Rimane stabile, infine, il
numero medio di sigarette fumate quotidianamente: 14. È quanto rileva
un’indagine dell’Istituto superiore di sanità (Iss), condotta in collaborazione
con
l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e
contro i tumori. I risultati, presentati oggi a Milano nel corso di una
conferenza stampa organizzata dalle tre istituzioni, anticipano alcuni dei dati
che saranno diffusi nel corso del Convegno nazionale sul Fumo che si terrà il
prossimo 29 maggio all’Iss. “Il fatto che l’aumento dei fumatori e la stabilità
dei consumi medi non corrispondano a quanto accade nel mercato dei tabacchi
lavorati ci fa supporre che sia cambiata la strategia di acquisto dei prodotti
di tabacco – afferma Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo,
Alcol e Droga dell’Istituto superiore di sanità (Iss) –. I controlli della
polizia doganale hanno registrato infatti una ripresa del contrabbando e dei
traffici illeciti internazionali. A ciò si aggiungono il fenomeno della
contraffazione delle sigarette, la scelta, come canale per la vendita di
prodotti da fumo di contrabbando, della rete internet e la crescita delle
vendite transfrontaliere. Basti pensare che un pacchetto da 20 di Marlboro che
in Italia costa 4,30 euro, in Slovenia lo si paga 2,60 euro e in Romania appena
1,51 euro”. Attualmente fuma il 25,4% delle persone di 15 anni e più
corrispondenti a circa 13 milioni di cittadini italiani (7,1 milioni di uomini
e 5,9 milioni di donne), i non fumatori sono il 60% e gli ex fumatori il 14,6%,
pari rispettivamente a 30,7 milioni di italiani e 7,5 milioni di italiani. La
fascia d’età in cui si registra la prevalenza maggiore di fumatori è quella dei
25-44 anni, 32,1%, mentre per i giovani di 15-24 anni la percentuale di
fumatori è della stessa entità di quella degli adulti di 45-64 anni,
rispettivamente 29% e 29,3%. L’aumento dei fumatori è dovuto in parte ad una
diminuzione degli ex fumatori: ciò implica che coloro che negli anni passati
avevano smesso di fumare oggi hanno ripreso la sigaretta, ossia hanno avuto una
ricaduta. Complice forse la crisi economica, ma più probabilmente il fatto che
il fumatore non è consapevole del grado di dipendenza dalla nicotina e pensa
quindi di poter smettere quando vuole e da solo, tant’è che quasi la totalità
degli ex fumatori ha dichiarato negli anni passati di aver smesso senza
ricorrere ad alcuna forma di aiuto e anche coloro che fanno dei tentativi per
smettere, senza successo, non cercano alcun tipo di supporto. “È necessario quindi
– va avanti Zuccaro – rivolgersi a dei professionisti che trattano la
problematica del tabagismo e intraprendere dei percorsi di disassuefazione dal
fumo grazie anche all’aiuto di specialisti che lavorano presso i centri
antifumo dislocati su tutto il territorio nazionale”. Relativamente al numero
di sigarette fumate al giorno si osserva che il consumo medio è rimasto
pressoché costante, circa 14 sigarette/die. Questa incongruenza apparente con
l’aumento dei fumatori è dovuta al fatto che essi, anche se in crescita in
termini di numerosità, hanno diminuito il numero di sigarette fumate al giorno,
infatti la percentuale di fumatori che fuma meno di 15 sigarette/die è
aumentata dal 48,2% del 2008 al 51,6% del 2009, corrispondentemente i medi
fumatori (15-24 sigarette/die) sono diminuiti dal 42,9% al 38,5%. (Roc)