Roma, 11 giu – Nel 2009 sono nate più imprese agricole che
industriali. E’ quanto è emerso nel corso del Salone della creatività del made
in Italy a tavola promosso dai giovani della Coldiretti, nella sede di Roma,
nell’ambito della consegna dei premi “Oscar Green” realizzati con l’Alto
Patronato del Presidente della Repubblica per mettere in evidenza i più curiosi
esempi di innovazione nelle campagne. La capacità di crescita e innovazione del
settore è confermata dai dati elaborati da Infocamere dai quali emerge che –
sottolinea
– nel primo trimestre di quest’anno sono nate 10.269 imprese in agricoltura
contro le 9.014 dell’industria, mentre secondo l’Istat l’agricoltura è l’unico
settore a far segnare un aumento tendenziale del valore aggiunto (+0,1 per
cento) rispetto al calo generale del 6 per cento, nello stesso periodo. Si
tratta della conferma del ruolo anticiclico del settore primario che – precisa
attraversando una fase di profondo cambiamento grazie all’ampliamento del campo
di attività dalla semplice coltivazione ed allevamento a quella di
trasformazione e vendita, ma di cura dell’ambiente, didattiche, ricreative e
sociali. Alla scomparsa di molte aziende marginali fa da contraltare – continua
– la nascita di imprese estremamente innovative spesso condotte da giovani che
rispondono alle nuove domande di sicurezza alimentare e ambientale dei
cittadini. “Coniugare vecchi sapori e nuovi saperi è la miscela innovativa su
cui poggia il successo ed il cambiamento delle imprese da Oscar – ha affermato
il presidente della Coldiretti Sergio Marini -. Quelle imprese che,
trasformando il loro sogno imprenditoriale in un vero e proprio progetto
aziendale, possono guardare oltre la crisi senza paura e costruire così giorno
per giorno una filiera agricola tutta italiana a vantaggio dell’agricoltura e
dell’economia dell’intero Paese”. In Italia sono quasi centomila i giovani
under 35 che hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole che
rappresentano la componente più dinamica dell’agricoltura italiana. Secondo
l’indagine della Coldiretti le aziende agricole dei giovani under 35
possiedono, infatti, una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla
media (
rispetto alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del 75 per
cento della media (18.720 Euro rispetto alla media nazionale di 10.680) e il 50
per cento di occupati per azienda in più. Inoltre – continua
leve della campagna hanno una maggiore propensione al biologico (3,7 per cento
delle aziende rispetto alla media nazionale di 2,1 per cento), ma incontrano
qualche difficoltà nell’acquisto del capitale terra che solo nel 54 per cento
dei casi è in proprietà rispetto al 74 per cento della media nazionale.
Nell’Unione Europea – continua
Coldiretti
agricoli under 35 con una percentuale inferiore al 9 per cento del totale. In
altre parole meno di un agricoltore su dieci è al di sotto dei 35 anni e l’età
media del conduttore di azienda è di 54 anni, nonostante l’allargamento abbia
“ringiovanito” il settore con paesi come
imprenditori agricoli rispetto al 3,9 per cento dell’Italia e al 2,7 per cento
del Portogallo, con l’agricoltura “più vecchia” d’Europa.
(Grm)