Il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, una delle opere letterarie più celebri del XX secolo e fra le più vendute della storia, è diventata una serie in animazione in 3D di 26 ore di programmazione, grazie a una grande coproduzione internazionale che vede coinvolti Rai Fiction e le televisioni pubbliche francese, tedesca e svizzera, il gruppo indiano DQ e la distribuzione internazionale Sony Pictures. Realizzata dallo studio francese Method Animation insieme alla Succession Saint-Exupéry-d’Agay, garante del rispetto dell’opera e della memoria dell’autore scomparso con il suo aereo il 31 luglio 1944, “Il Piccolo Principe” sarà una grande anteprima di Rai Tre per il giorno dell’Epifania. Il 6 gennaio alle 15,05 gli spettatori italiani potranno vedere, infatti, il primo dei 52 episodi della serie, uno special tv di 50 minuti dal titolo “Il Pianeta del Tempo”; una anticipazione di ciò che andrà in onda alla fine dell’anno prossimo, quando saranno pronti tutti gli episodi di quello che è uno dei progetti più ambiziosi nella storia dell’animazione. Tre anni per lo sviluppo del progetto, 720 scenografie, 18.200 pagine di storyboard, per raccontare il mondo onirico e poetico del libro di Saint-Exupéry ispirato ai valori universali dell’amore, amicizia, purezza dell’infanzia, rispetto della natura, che continua ad appassionare generazioni di lettori. Un riferimento culturale universale di sorprendente modernità, una sorta di educazione sentimentale, tradotto in 220 lingue e dialetti, con 134 milioni di copie vendute in tutto il mondo dal 1943, anno della prima pubblicazione, che affronta temi come il rapporto dell’uomo con il tempo o la felicità e le prove della vita. E inoltre, la trasmissione di valori tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, l’opposizione fra il visibile e l’invisibile, la bellezza, il viaggio interiore e il viaggio attraverso il mondo, il mistero della vita e della morte. Con le sue neanche cento pagine, inclusi i famosi acquerelli di Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe in animazione non poteva certo essere una semplice trasposizione del libro ma qualcosa di più: un suo prolungamento insieme libero e fedele. Con lo stesso messaggio: “Si vede bene solo con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Un mondo fedele allo spirito del Piccolo Principe. Già dalla dedica a Léon Werth, e al “bambino che questa grande persona è stato”, Saint-Exupéry invita infatti a portare una sguardo di bambino sul personaggio, o almeno, uno sguardo a altezza di bambino, lasciando possibili altre visioni e interpretazioni. Così, invece della voce dell’aviatore, sarà lo stesso Piccolo Principe a raccontare le sue vicende in prima persona, attraverso le lettere che scrive alla sua Rosa. Se nel libro visita sette pianeti, ben 24 sono quelli che conoscerà nella serie. Dal pianeta del Tempo a quello dell’Astronomia, dal pianeta dei Libri a quello del Gran Buffone – l’episodio scritto da Vincenzo Cerami insieme al figlio Matteo e Thierry Gaudin – ogni viaggio è fonte di scoperte indimenticabili, di avventure umane ricche di insegnamenti, per il Piccolo Principe e per il bambino-spettatore, adulto di domani. Pino Insegno, che ha già prestato la sua voce alla tigre dai denti a sciabola nei tre film dell’”Era Glaciale” e impersonato il narratore in “Principi e Principesse” di Michel Ocelot, interpreta il Serpente, lo scaltro personaggio che nella serie seminerà la confusione nella galassia agendo così da detonatore delle nuove avventure del Piccolo principe. A causa del rettile infatti, l’universo è in pericolo: le stelle si spengono le une dopo le altre al suo passaggio. Il Piccolo Principe deve risolvere questo problema, e così lasciare il suo asteroide B612 e la sua Rosa per un grande viaggio ricco di avventure, accompagnato dal suo fedele amico Volpe. (Red – 17 dic)