Roma, 13 nov – Sanatoria degli indebiti pensionistici, stipula e rinnovo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, tassazione delle pensioni, ripristino delle strutture statali di tutela, inadempienze dell’Inps e questione sanitaria: sono queste, secondo l’onorevole Gino Bucchino, deputato dell’Ulivo eletto nella circoscrizione Estero, le priorità previdenziali, sanitarie e fiscali che il governo dovrebbe affrontare con urgenza. I parlamentari eletti all’estero, spiega Bucchino, hanno iniziato “un risoluto percorso che potrà dare i suoi frutti se e quando questo governo sarà messo nelle condizioni di portare serenamente e produttivamente a termine questa legislatura”. Per questo il deputato dell’Ulivo analizza i temi da affrontare con celerità. Per quanto riguarda gli indebiti pensionistici, “è ingiusto ed immorale chiedere a dei pensionati residenti all’estero e titolari di prestazioni legate al reddito (quindi soggetti poveri) la restituzione di indebiti costituitisi per esclusiva responsabilità dello Stato italiano; è altrettanto ingiusto taglieggiare la loro pensione con la ritenuta del 20 per cento”. Per questo l’onorevole Bucchino è dell’opionione che “la proposta di modifica della Finanziaria che limita l’emendamento originale ad una sorta di palliativo che prevede che il recupero degli indebiti sia effettuato senza interessi debba essere ritirato perché il nostro obiettivo è quello di una integrale sanatoria”. Circa le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, “lo Stato italiano non introduce i necessari aggiornamenti agli accordi internazionali – scrive Bucchino – che fine hanno fatto le convenzioni già firmate con Canada, Cile, Marocco, Filippine, l’aggiornamento di quelle con Argentina, Brasile, Stati Uniti, e quelle con i Paesi di immigrazione?”. C’è il problema della tassazione delle pensioni: “abbiamo stipulato centinaia di convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali ma molti pensionati italiani (spesso senza rendersene conto) continuano a pagare le tasse sia nel Paese di residenza che in Italia a causa di convenzioni equivoche o per mancanza di informazioni”. Cruciale anche il nodo delle strutture di tutela, secondo l’onorevole ulivista rese inadeguate nel corso degli ultimi dieci anni ed incapaci quindi di far fronte alla sempre più ampia e complessa necessità di tutela”. Questione previdenza: l’importo aggiuntivo sulla tredicesima di 154,94 euro (legge n338/2000) non viene erogato – e non si capisce il motivo – ai potenziali aventi diritto residenti all’estero i quali abbiano fatto domanda all’Inps di detassazione della pensione. Ho anche evidenziato le mie perplessità sui penalizzanti criteri di attribuzione della cosiddetta “quattordicesima” ai pensionati residenti all’estero”. Infine la questione sanitaria: pochi sanno che mentre i lavoratori e i pensionati residenti nella UE sono tutelati in maniera adeguata dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale, l’Italia invece ha stipulato solo alcune convenzioni bilaterali in materia sanitaria con i Paese extracomunitari di emigrazione italiana e di immigrazione ( Argentina, Brasile, Capoverde, San Marino, Croazia, Ex Jugoslavia, Principato di Monaco e Tunisia) spesso parziali e insufficienti. Esiste quindi un considerevole vuoto normativo ed assistenziale, sia in termine quantitativi che in termini qualitativi, che pochi si preoccupano di denunciare e colmare.
(Sis)