New York, 14 dic – L’ultima giornata del Presidente Napolitano in USA è iniziata a New York con un dibattito al Council for Foreign Relations, fautore l’ex ambasciatore degli USA in Italia, Richard Gardner. La mattina si era aperta con la pubblicazione sul New York Times di un duro articolo contro l’Italia, accompagnato da un articolo ancora più offensivo sul Wall Street Journal, che suggerisce la rinascita del terrorismo nel nostro Paese, unico fra tutte le nazioni europee. Napolitano ha reagito esortando gli Usa a “scommettere sull’Italia, sulla nostra tradizione”, ed anche perché, dice: “L’Italia, con il suo dinamismo creativo ed imprenditoriale, è ricca di quelli che Keynes chiama “animal spirits”, cioè gli spiriti vitali, motore essenziale del sistema capitalistico, vale a dire le capacità d’iniziativa dal basso. “Perché – lamenta Napolitano nella successiva conferenza stampa – non si parla di come sono cresciute e tengono le esportazioni italiane malgrado la forza dell’Euro nei confronti del dollaro? e non soltanto nel campo della moda, ma con la presenza italiana nelle missioni spaziali con l’Alenia, la commessa degli elicotteri presidenziali ed altri grandi contratti? Io sono perché si vedano le luci”. Ai giornalisti ripete: “Sono qui a portare un messaggio unitario delle forze politiche e la grandissima condivisione dei temi internazionali”, da affrontare con gli americani, non soltanto nell’ambito delle relazioni bilaterali, ma anche all’interno delle organizzazioni internazionali, Nato, Onu, Ue nelle quali collaboriamo attivamente al dialogo con gli Usa. “La concezione che abbiamo dell’alleanza con gli Stati Uniti è di trovare soluzioni comuni alle sfide internazionali ed alle minacce di sanzioni, non dire sempre esattamente le stesse cose”. Napolitano ha voluto incontrare le famiglie dei caduti italiani dell’11 settembre, che gli hanno donato la riproduzione della stele in marmo, eretta nell’atrio del Consolato Generale, dedicandogliela con queste parole: “Signor Presidente Giorgio Napolitano, la Sua gradita visita onora la memoria dei nostri figli, vittime innocenti dell’attentato alle torri gemelle. Grazie, a nome di tutte le famiglie. Poi ha parlato ai rappresentanti del CGIE e dei Com.It.Es. di New York-Connecticut e New Jersey, al personale del Consolato, ai direttori di ICE, ENIT e Istituto di cultura e ad esponenti della collettività ricordando “La storia più che secolare di speranze, sacrifici e grandi contributi”, esortando: “Possiate, senza cadere nella retorica, mostrare e coltivare il senso dell’identità nazionale, la fierezza di quello che fanno oltre mille militari italiani nel mondo, apporto molto apprezzato dal presidente Bush. È giusto ritrovare l’orgoglio nazionale e reagire alla rappresentazione unilaterale e falsa della realtà italiana. Ha auspicato: “Vorremmo che tornassero da noi anche tanti cervelli scientifici e creativi, che operano negli Stati Uniti”. Ha rivendicato l’anzianità e la solidità dei rapporti con gli USA: “L’Italia, costruita da Garibaldi e Mazzini, liberata dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, si è schierata vicino agli Stati Uniti”. Dopo aver ringraziato l’Ambasciatore Castellaneta e il Console Talò, ha concluso affermando: “Mi ha toccato l’incontro con le famiglie dei nostri caduti dell’11 settembre”. Il Presidente si è fatto presentare ad uno ad uno gli intervenuti e si è lasciato fotografare con tutti. Quindi è andato ad inaugurare la mostra dell’Annunciazione di Guido Reni, in prestito all’Istituto Italiano di Cultura dalla Pinacoteca di Ascoli Piceno, su iniziativa del Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca. Al termine della conferenza stampa, durante la quale ha ripercorso i passaggi della sua missione ufficiale in USA, Napolitano si è recato, in forma per quanto possibile privata, a visitare il rinnovato Museo d’arte moderna, prima di salire sull’aereo che lo ha riportato a Roma.