Roma, 27 mag – Il segretario generale del Consiglio Generale
degli Italiani all’estero (Cgie) Elio Carozza intervenendo alla riunione del
Gruppo di lavoro ad hoc sull’Associazionismo italiano all’estero, si è
soffermato sul ruolo predominante che l’associazionismo deve compiere per
salvaguardare le nostre comunità sparse per il mondo, assumendo la veste di
“supplente” dello Stato, così come delle Regioni, Province e dei Comuni. “Il
nostro obiettivo – ha sottolineato Carozza – è quello di creare delle
esperienze significative attraverso l’associazionismo, con le quali mantenere e
rafforzare l’interesse del Paese verso l’immensa risorsa culturale e sociale
custodita dagli italiani di terza e quarta generazione”. “Il Governo appena
costituitosi deve riprendere l’agenda degli impegni che il Cgie, le Istituzioni
e le forze politiche hanno assunto nei riguardi dei nostri concittadini
all’estero”. Oltre a rappresentare un momento di riflessione e di confronto fra
i delegati delle associazioni italiane in Italia e all’estero, la riunione,
alla quale partecipano alcuni delegati della Consulta Nazionale
dell’Emigrazione (Cne), ha all’ordine del giorno l’elaborazione di un documento
relativo alla situazione, al ruolo e alle prospettive dell’Associazionismo
italiano all’estero. Una volta elaborato il documento verrà inviato a tutti i
Consiglieri del Cgie e sarà materia di studio durante le seconde riunioni delle
Commissioni Continentali, per poi essere presentato alla seconda Assemblea
Plenaria del 2008. Fra i vari interventi da segnalare anche quello del senatore
Claudio Micheloni che, in qualità di presidente della Federazione Colonie
Libere Italiane in Svizzera, ha sollevato più di un quesito riguardo alla
situazione sociale dei migranti:”Più che essere soggetti, i migranti sono
considerati oggetti politici, senza che vi sia un discorso di parte. Il rischio
che si corre – ha proseguito Micheloni – è che si potrebbero creare delle
profonde fratture fra l’Italia e gli italiani all’estero. In questa ottica è
necessario che i rapporti con le comunità all’estero vengano rifondati e
riqualificati. Dobbiamo comprendere – continua il senatore – che la questione
del voto elettorale interessa solo agli italiani in Italia in quanto siamo i
primi a subirne le conseguenze. “Per questo motivo – ha concluso il senatore –
sosterrò l’operato del sottosegretario Mantica in relazione alle riforme che il
nostro Paese deve affrontare, da quella del Cgie a quella del voto degli
italiani all’estero”. Sul ricambio generazionale che l’associazionismo deve
compiere in virtù dei giovani ha parlato Giuseppe Napoli, rappresentante della
Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia. “La nostra Regione – ha detto il
presidente della Federsanità del Friuli Venezia Giulia – sta vivendo una fase
di registrazione anche se si è consapevoli che l’enorme contributo elargito da
alcune associazioni regionali all’estero (come Fogolars Furlan e Giuliani nel
Mondo), nostre antenne, forniscono grande vitalità anche alle organizzazioni
locali”.
(Cld/Sis)