Roma, 30 mag – Il cambio della guardia al governo e al ministero degli Esteri non ha fermato la macchina organizzativa che la Farnesina sta mettendo in moto per snellire le procedure burocratiche per l’acquisizione della cittadinanza italiana per i discendenti di emigrati. La Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, infatti, per opera del direttore Carla Zuppetti, ha tenuto in vita e rilanciato il progetto di una task force apposita, composta di circa 200 persone, che è già al lavoro e che entrerà a pieno regime entro la fine del 2008: uno o due impiegati di ruolo, con il sostegno di contrattisti che gestiranno ciascuno tre o quattro digitatori, si recheranno nel prossimo futuro presso i Consolati italiani sparsi nel mondo e si metteranno al lavoro per snellire l’impressionante mole di pratiche riguardanti richieste di cittadinanza italiana: particolare attenzione verrà destinata al Sud America, dal momento che in Brasile sono oltre 500 mila le domande in coda, in Argentina circa 430 mila, in Uruguay quasi 15 mila, in Venezuela circa 2500. Un lavoro che nei piani della Direzione Generale, dovrebbe essere assorbito entro il 2010, e sul quale verrà comunque effettuato un preciso punto della situazione a scadenza trimestrale. Contemporaneamente, riprenderà in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il dibattito sulla riforma della legge sull’acquisizione della cittadinanza italiana: la legge attuale non mette praticamente limiti temporali (può fare richiesta chiunque abbia avi nati in Italia dopo il 1861, ma perfino chi sia in grado di dimostrare parentele risalenti ai tempo del Regno di Sardegna e Piemonte!), mentre una delle proposte al vaglio è quella di utilizzare il “modello spagnolo” che fissa il limite per l’acquisizione della cittadinanza per gli emigrati con un nonno cittadino italiano.
(Sis)