Buenos Aires, 9 set – “Sono contento di aver contribuito a chiarire la situazione. Dopo che avevo sollevato la questione della presentazione della struttura del Pdl a Buenos Aires senza che gli alleati di Forza Italia ne sapessero nulla, Zacchera, responsabile di AN per gli italiani nel mondo, aveva provato a puntualizzare con un comunicato che per ora ogni parlamentare eletto all’estero rappresenta il Pdl in virtù della sua carica elettiva e ha il dovere di incontrare e sensibilizzare gli italiani all’estero a partecipare alla costituzione del Pdl, ma non ha nomine personali di delega a rappresentare ufficialmente strutture di un partito che ancora non c’è”. Gian Luigi Ferretti, direttore de “L’Italiano” pubblica un editoriale per fare chiarezza sulla situazione del Popolo della Libertà in Sud America. Ferretti spiega che Zacchera “è stato immediatamente smentito da un comunicato del Coordinamento del Pdl per gli italiani all’estero: rimangono valide le disposizioni di volta in volta inviate dal responsabile del Pdl nel mondo, senatrice Barbara Contini, nominata dal Presidente Silvio Berlusconi prima delle ultime elezioni elettorali”. Tutto chiaro, deduce Ferretti: “Comanda la Contini, decide lei. Gli esponenti di An e del Comitato Tricolore nel mondo, che qualche sospetto lo covavano, ora hanno la certezza. Quindi, fino a prova contraria, sarebbe pienamente legittima, dal punto di vista formale, la manifestazione nella capitale argentina di giovedì scorso, pur se molto sottotono. Pochi gli intervenuti e fra loro nessun personaggio importante della comunità né alcuna autorità. Del Comites era presente solo Marcelo Pacifico, oriundo cooptato perché senza la cittadinanza italiana. Comunque sono stati proclamati ufficialmente i vertici del Pdl in Sud America. Presidente il senatore Esteban Caselli, primo vicepresidente il candidato di punta dell’Udc alle recenti elezioni Eugenio Sangregorio, secondo vicepresidente Carmelo Pintabona. Tutti e tre di Buenos Aires. Giuseppe Angeli se ne è rimasto a Rosario, ma, fiutata l’aria, ha fatto pervenire una lettera carina che probabilmente gli varrà la carica di terzo vicesegretario”. “Per aver espresso giovedì scorso le nostre legittime opinioni e valutazioni politiche in merito alla vicenda – conclude Ferretti – un energumeno, dal suo pulpito radiofonico settimanale, ha minacciato sia me che il vicedirettore Tullio Zembo: “Cuidado a no bajarse del cordon porque podria pizarlo un coche” (Stia attento a non scendere dal marciapiede perché potrebbe investirlo un’auto). A tale livello di barbarie siamo arrivati. Ringrazio amici ed avversari che ci stanno facendo pervenire numerosissimi messaggi di solidarietà. Persino l’editore della radio mi ha chiamato per dissociarsi”.
(Sis/dpo)