McLaren competitiva, la Red Bull c’è, la Ferrari no. Considerazioni che arrivano dalla Cina, dove Lewis Hamilton ha vinto il Gp di Shanghai, terza prova della stagione mondiale di Formula Uno. Alle sue spalle il solito Vettel che, dopo aver dominato le prime due uscite, questa volta si accontenta della piazza d’onore. Bene anche il suo compagno di squadra, Mark Webber, che parte 18° e chiude terzo, a testimonianza di una scuderia – la Red Bull – che sembra almeno due gradini più in alto delle avversarie.
E tra le avversarie c’è anche quella Ferrari che ancora una volta ha arrancato, chiudendo lontana dal podio e portando a casa appena il sesto e il settimo posto con Felipe Massa davanti a Fernando Alonso. Tra il podio e le due Rosse, l’altra McLaren di Button e la Mercedes di Nico Rosberg. A punti anche Michael Schumacher, ottavo, davanti a Vitaly Petrov e Kamui Kobayashi.
La corsa, va detto, è stata emozionante: non sono mancati i grandi duelli e i sorpassi anche se, ancora una volta, decisive sono state le strategie delle singole scuderie.
“Gli altri hanno azzeccato la strategia giusta, noi no – ha commentato amaramente Felipe Massa – Ho perso quattro posizioni perché non c’era niente da fare”. Critico anche Fernando Alonso. “Abbiamo cercato di fare due fermate, ma penso che due o tre pit-stop non avrebbero cambiato molto – ha spiegato lo spagnolo – Quando la macchina è veloce puoi fare tutte le strategie che vuoi”. Messaggio inviato a Maranello. “La prima cosa che dobbiamo fare è provare a essere più competitivi già in Turchia – ha aggiunto – Arriverà qualche miglioramento aerodinamico. Ma anche gli altri, nel frattempo, non dormiranno…”.
Gli ingegneri della Ferrari hanno tempo fino all’8 maggio: adesso, infatti, il Circus della F1 è atteso da due settimane di pausa, prima del quarto appuntamento stagionale, in programma a Istanbul. (9Colonne)