Antonella Sorace, da venti anni docente di linguistica acquisizionale all’Università di Edimburgo, porta avanti, in diversi Paesi europei, il progetto Bilingualism matters, sostenuto dalla comunità europea, per rendere la società più consapevole dei vantaggi cognitivi del bilinguismo. La docente di origine italiana ne parla questa mattina, a Venezia, in una conferenza nell’Auditorium Santa Margherita, organizzata dall’Università Ca’ Foscari. Secondo la studiosa la ricerca scientifica sul cervello bilingue dimostra che crescere con due o più lingue conferisce ai bambini una vasta gamma di benefici linguistici e cognitivi, in termini di capacità di apprendimento e flessibilità mentale, che persistono ben oltre l’infanzia in tutte le fasi della vita adulta.
Il confronto tra il bilinguismo in due lingue parlate e il bilinguismo bimodale (lingua parlata e lingua dei segni) rivela inoltre che lo sviluppo bilingue è un vero investimento per il cervello indipendentemente dalla modalità di espressione. “Sentendo due lingue – spiega Sorace – il cervello si sviluppa in maniera diversa e rende i bilingue in grado di prestare attenzione più ai fattori rilevanti che a quelli irrilevanti, sono quindi più bravi a passare, per esempio, da un compito all’altro. Lo stesso beneficio si ottiene introducendo una lingua di minoranza. Per tutti questi bambini sarà facile imparare una terza o quarta lingua”. (9colonne)