“Non colpevole”. Sono queste le prime parole pubbliche dell’ex direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, che dopo l’arresto in seguito all’accusa di tentato stupro a una cameriera di un hotel Sofitel di Times Square non aveva più rilasciato dichiarazioni. Sono sette i capi d’accusa; tra questi, oltre al tentato stupro, aggressione sessuale e sequestro di persona. E per sette volte Strauss-Kahn si è dichiarato non colpevole davanti al tribunale penale di New York, mentre il suo avvocato, Benjamin Brafman, si è detto ottimista riguardo al rilascio del suo cliente. “In aula – ha detto il legale – ha avuto un atteggiamento coraggioso. Non c’è nessun elemento relativo a un rapporto forzato che esce da questo”. È quindi prevista per il 18 luglio la prossima udienza dell’ex numero uno dell’Fmi. La sua dichiarazione di non colpevolezza porterebbe automaticamente al processo davanti alla giuria e in caso di condanna, Strauss-Kahn rischierebbe una pena compresa tra i 5 e i 25 anni di reclusione. All’udienza preliminare, durata sette minuti, Strauss-Kahn è arrivato insieme alla moglie, la giornalista Anne Sinclair, ed è stato accolto all’entrata in tribunale da una settantina di giornalisti e da una folla composta da un centinaio di donne vestite da cameriere che urlavano “vergogna” e “criminale”.
Le loro voci erano udibili anche dall’aula al tredicesimo piano del tribunale penale. A manifestare la rabbia contro Strauss-Kahn erano presenti anche alcuni rappresentanti del sindacato dei dipendenti alberghieri della città statunitense che hanno esposto un cartello con su scritto: “Un torto a uno di noi è un torto a tutti noi”. Durante l’udienza, l’accusa ha parlato di una cameriera “traumatizzata e devastata da quello che Dominique Strauss-Kahn le ha fatto”. (Red – 6 giu)