I media devono rispettare scrupolosamente i principi fissati nel Codice deontologico e “l’Autorità giudiziaria per prima assicurare il segreto istruttorio, perseguendo gli eventuali autori delle violazioni”. Secondo il presidente dell’Autorità di garanzia per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti è questa la formula per garantire “un attento bilanciamento della riservatezza e del diritto-dovere di cronaca”. Nel suo intervento alla Camera in occasione della presentazione della relazione annuale del Garante per il 2010, Pizzetti ha sottolineato che in molti casi si sono registrati “forme di vero e proprio accanimento informativo, la punta dell’iceberg di un fenomeno che riguarda soprattutto alcune trasmissioni televisive e nuove forme di diffusione di informazioni e immagini sul web”.
Talvolta, sottolinea Pizzetti riferendosi in particolare all’informazione relativa a fatti di cronaca, si è arrivati “a punte di cattivo gusto e di violazione della dignità delle persone che vanno oltre ogni norma deontologica o giuridica”. “Non a caso alcuni studiosi – ha detto Pizzetti nel suo intervento alla Camera – rispetto a episodi quali quelli che anche in Italia si sono verificati, come per la tragedia di Avetrana o quella di Potenza o quella, recente, di Ascoli Piceno, o anche per casi di persone e minori scomparsi dei quali non si trova traccia, hanno parlato persino di “pornografia del dolore”. (Clr – 21 giu)