I mercati chiamano e la politica risponde. Dopo l’attacco speculativo subìto dall’Italia, oggi il Senato ha detto il primo sì alla manovra correttiva dei conti pubblici pensata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti per mettere il Paese a riparo dalle “locuste”. Una manovra che dal passaggio a Palazzo Madama esce molto “rafforzata” e avrà un impatto sui conti pubblici di oltre settanta miliardi nel biennio 2013-2014 (circa 48 a regime nel 2014). Un intervento corposo, quindi, ma assolutamente necessario secondo il ministro per dare garanzia ai mercati sul raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014. Obiettivo fondamentale, ha ribadito il ministro Tremonti in aula al Senato durante il dibattito sulla fiducia, altrimenti “il mostro del debito che viene dal passato divorerebbe il nostro futuro e quello dei nostri figli”. Per Tremonti la politica a livello europeo a questo punto “non può fare più errori”, “o si va avanti o andiamo a fondo” perché siamo “come sul Titanic: non si salvano neppure i passeggeri di prima classe”. Tra questi ultimi c’è anche l’Italia ma oggi, sottolinea il titolare del Tesoro, “siamo dentro un paradosso: l’area dell’euro è oggettivamente quella più ricca e meno indebitata al mondo e tuttavia la percezione che ne hanno i mercati finanziari non riflette questa forza”. Anzi, prosegue nel ragionamento Tremonti, “nella classifica dei Paesi valutati come i più rischiosi al mondo ai primi tre posti ci sono dei Paesi dell’area Euro”. E se Grecia, Irlanda e Portogallo “hanno ovviamente importanti problemi da risolvere”, “la scala relativa è assolutamente fuori da ogni logica”. Infine dal ministro è arrivato un riconoscimento all’opposizione per il senso di responsabilità dimostrato e un invito rivolto a tutti (governo, maggioranza e opposizioni comprese) per garantire un futuro più sicuro all’Italia: inserire “la regola d’oro del pareggio di bilancio in Costituzione”, in modo che diventi “una regola fondamentale nel nostro Paese”. (Pif – 14 lug)