Il governo contro tutti. Dai quotidiani italiani si solleva il fuoco incrociato dei leader dell’opposizione contro l’esecutivo, accusato di un pesante immobilismo che sarebbe la principale causa della crisi economica attraversata dal Paese. Dalle colonne del Messaggero parla il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Tutti avvertono la necessità di superare l’attuale governo perché inadeguato, anche se all’interno del Pdl nessuno ha la forza di fare il passo necessario”, attacca Fini. “In tantissimi sono coscienti che quando Berlusconi sostiene che il governo è più forte di prima si tratta di una propaganda alla quale non crede più nemmeno lui. Tuttavia tra l’avere coscienza e l’agire con iniziative conseguenti, c’è di mezzo il classico mare”. Il numero uno di Montecitorio chiede perciò al Pdl di “indicare al capo dello Stato il nome” di un altro possibile candidato premier perché “la cosa fondamentale per l’interesse nazionale è di non continuare a perdere tempo con un governo che galleggia”. Dura anche l’analisi del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Corriere della Sera. “Si faccia qualcosa subito, prima che sia troppo tardi – è l’allarme dell’ex presidente della Camera – Il presidente del Consiglio dovrebbe prendere coscienza della caduta verticale di consenso del governo e scegliere una delle due opzioni possibili: andare dritto alle elezioni oppure dare il via libera ad un esecutivo di unità nazionale composto dal centrodestra insieme alle forze responsabili dell’opposizione”. “La parte più responsabile della maggioranza deve fermarsi a pensare – aggiunge Casini – Alfano rifletta: il suo nuovo partito, appena nato, rischia di pagare un prezzo altissimo, se resta arroccato e non coglie l’opportunità di voltare pagina. Ma anche l’opposizione deve fare la sua parte: oggi bisogna uscire fuori dalla logica di chi ha sempre paura di perdere voti e resta con gli occhi puntati sulle elezioni. Occorre un armistizio fra tutti i partiti, che apra la strada ad un governo di unità nazionale: sarebbe figlio di una volontà politica, anzi sarebbe il riscatto della politica”. Completa l’attacco, Massimo D’Alema, parlando all’Unità. “Tutti dovrebbero capire che Berlusconi porta alla rovina. Non soltanto l’economia italiana, ma anche il sistema democratico – spiega il presidente di Italianieuropei – Zapatero mostra senso di responsabilità di fronte al destino del suo Paese, capendo che un governo senza consenso non può affrontare la crisi. Berlusconi, invece, non ha il minimo senso dello Stato e si occupa solo degli interessi suoi, non del destino dell’Italia. Credo che anche nella destra ci sia chi comincia a capirlo. Si facciano coraggio, prima che sia tardi. Noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità”. (31 lug – Cog)