La manovra anti-crisi di Giulio Tremonti inizia ad avere un volto. Una prima bozza che – salvo cancellature e modifiche in sede di analisi degli emendamenti – dovrebbe essere quella definitiva. Pronta, già dai primi giorni di settembre, a tentare la disperata impresa di riportare il bilancio del Belpaese in pareggio nel 2013, scongiurando così i rischi di default sbandierati da più parti negli ultimi 2 mesi. Dalla relazione tecnica emergono le prime certezze. A partire dallo slittamento nell’erogazione del Tfr per gli statali che scelgono il pensionamento anticipato. Così come sembrerebbe certo lo slittamento della finestra di pensionamento per 17 mila insegnanti. Notizie che non metteranno di certo allegria nei corridoi dei sindacati. E i musi lunghi si vedranno presto anche nei piccoli enti di ricerca: secondo le disposizioni del decreto legge, infatti, la norma che abolisce gli enti con meno di 70 addetti colpirebbe anche loro. Il contributo di solidarietà, invece, porterà nelle casse statali circa 3,8 miliardi di euro nel triennio 2012-2014, con un gettito aggiuntivo di 674,4 milioni nel 2012, di 1.557 milioni nel 2013 e di 1.586 milioni nel 2014. Mentre l’imposta sulle rendite finanziarie sale al 20% ma resta al 12,5% sui titoli di stato e a regime porterà 1,9 miliardi di euro. Tanti altri i punti ancora in esame che stanno scatenando una guerra di commenti innescata – quasi a sorpresa – da membri della maggioranza, evidentemente poco soddisfatti dal testo preparato da Tremonti. Uno su tutti: Antonio Martino, ex ministro ed esponente di spicco del Pdl, che ha definito la manovra “inaccettabile” e ha chiesto una “radicale modifica” in aula. I perché dei commenti negativi sono chiari: “aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita”, ha tuonato Martino. Un giudizio che segue quello del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ieri, a margine della conferenza stampa di Ferragosto, dopo la riunione al Viminale del Comitato per l’ordine e la sicurezza, aveva chiesto di rivedere i tagli ai comuni e di “prestare grande attenzione a quelli che hanno già subito notevoli riduzioni negli stanziamenti”.
(Ram – 16 ago)
