Come in un classico film di cassetta hollywoodiano, New York si prepara a un weekend di paura. L’arrivo dell’uragano Irene, che domenica potrebbe travolgere la Grande Mela con un’intensità di valore quattro su una scala di cinque, terrorizza la metropoli statunitense, dove da giorni si mettono a punto piani di evacuazione per evitare che, oltre a danni e devastazione, la calamità naturale mieta anche delle vittime. L’allerta è altissima dalla Carolina del Nord al New England e il sindaco di New York Michael Bloomberg deciderà se dare il via al piano di evacuazione entro domattina alle 8 (le 14 in Italia) mentre è già stato dichiarato lo stato di emergenza. In città la paura è tangibile: gli ospedali stanno richiamando il personale di servizio per fare fronte a possibili emergenze e hanno annullato tutte le operazioni non urgenti previste per il fine settimana. Addirittura, si sta valutando lo stop dei mezzi pubblici con conseguente chiusura delle linee metropolitane (fatto rarissimo nella Grande Mela); molti voli verranno cancellati o deviati su altre rotte. Per ora l’agenda del presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha subito variazioni, se si eccettua lo slittamento dell’inaugurazione del memoriale per Martin Luther King, in programma domenica e al quale Obama sarebbe dovuto intervenire. Bloomberg ha parlato chiaro: “Prepariamoci al peggio – ha detto ai suoi cittadini – ma speriamo nel meglio”. Il sindaco ha consigliato a tutti di preparare una borsa da portare appresso in caso di evacuazione, contenente farmaci, una torcia elettrica (già andate a ruba in gran parte dei maxistore di New York), i documenti personali, le chiavi di casa e della macchina oltre naturalmente a dei viveri. Il timore principale è per la downtown di Manatthan, dove l’uragano Irene potrebbe fare i danni maggiori mentre sono minimi i rischi per i grattacieli dal momento che – ha spiegato Bloomberg – “sono stati costruiti per resistere a raffiche di vento molto violente”. Si stimano intanto i danni potenziali che Irene potrebbe causare agli Stati della East Coast: secondo una prima valutazione si aggirerebbero intorno ai 14 miliardi di dollari.
(26 ago – Lam)