L’idea di base è sempre quella: secessione. Dopo essere tornato ad evocarla venerdì, Umberto Bossi agita di nuovo lo spauracchio di un ‘Padania libera’ in occasione della Festa dei Popoli Padani a Venezia, che giunta alla sua quindicesima edizione ha raccolto ieri mattina secondo gli organizzatori circa cinquantamila persone. “Non ci si può illudere di fare senza la secessione” ha tuonato il Senatur. “In Padania ci sono milioni di persone disposte a combattere per la libertà, l’esercito della Padania è grande e dobbiamo avere la forza di ottenere la nostra libertà”. Un vecchio cavallo di battaglia, dunque, riproposto in questo periodo perché “con l’Europa che è entrata in crisi, figuriamoci se il nord può ancora mantenere Roma”. Ma se in passato Bossi aveva perfino evocata una rivolta ‘coi fucili’ stavolta almeno i toni si fanno più concilianti: “Bisognerà trovare la via democratica, forse quella referendaria” anche come risposta pacifica “a quei vigliacchi che hanno aggredito i corridori durante il Giro della Padania” perché “un popolo che finora è stato costretto a mantenere l’Italia, così non può andare avanti. Se l’Italia va giù a Padania viene su. Bisogna solo trovare la via, io sono per la via democratica”. Intanto il primo passo sarà quello di una grande manifestazione, in primavera. ”La prossima volta ci vedremo in posti bellissimi, quando ci sarà la prossima manifestazione come quella sul Po. Sarà una grande festa”. E poi un appello ai giornali: “Non scrivete che io non verrò più sul Po perché sono stanco. Io la prossima volta ci vado da Varese a piedi, facendo centinaia di chilometri”. Ma in attesa di un vero e proprio governo padano, Bossi difende l’operato dei ministri leghisti nel governo di maggioranza di centrodestra, con il quale per il resto i rapporti sembrano un po’ scricchiolanti in questo periodo. ” La ditta Bossi-Calderoli ha portato a casa il federalismo, Maroni fa la sua parte con gli immigrati”. E il governatore piemontese Roberto Cota aggiunge: “A chi ci attacca dico che solo la Lega ha difeso le pensioni, solo Bossi ha difeso la gente ed è grazie all’azione della Lega che abbiamo salvato i piccoli Comuni”.
Dure le reazioni dell’opposizione alle parole di Bossi: ” Bossi, ricattando il Pdl, torna a invocare la secessione del Nord per paura di perdere i propri elettori. Questo non è più accettabile. Le parole usate anche oggi a Venezia, e non è la prima volta, rendono Bossi incompatibile con il ruolo di ministro della nostra Repubblica. E’ inaccettabile che la maggioranza accetti silenziosamente le uscite bossiane” attacca Donatella Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. (Sis – 18 set)