Il sottosegretario al ministero degli Esteri Alfredo Mantica, intervenendo a nome del governo italiano, ha rivolto un messaggio congiunto con il presidente dello stato federale somalo del Puntland – regione della Somalia nord-orientale, nelle zona del Nogal e del Corno d’Africa – , Abdirahman Mohamud Farole, per chiedere ai pirati somali che tengono prigionieri gli 11 italiani che si trovavano a bordo delle navi italiane Savina Caylin e Rosalia D’Amato di consentire di inviare loro aiuti umanitari. A riferire dell’iniziativa, trasmessa dalle radio somale, è stato lo stesso Mantica, di ritorno da una missione di quattro giorni compiuta tra Somalia e Gibuti, “volta a mostrare quanto il governo italiano sia fortemente interessato a questa vicenda”, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alla Farnesina. Oltre agli aiuti umanitari (integratori alimentari, creme per la pelle, medicinali, prodotti per l’igiene personale) nel corso dell’appello è stato chiesto anche di consentire a un medico di poter visitare i nostri concittadini sequestrati. Il sottosegretario agli Esteri ha dichiarato: “Nutro il ragionevole auspicio che possa essere avviato il canale degli aiuti umanitari, che rappresenta un ponte per sbloccare la situazione” che oramai si prolunga da molto tempo, dal momento che il sequestro della Savina Caylin è avvenuto nove mesi fa e quello della Rosalia D’Amato sette. “L’appello umanitario, qualora venisse accolto, ci vede già pronti e attrezzati” per l’intervento. Mantica, che è alla sua seconda missione nel Corno d’Africa, dopo quella compiuta a luglio, per cercare di sbloccare la situazione degli italiani rapiti, ha sottolineato poi che “si è trattato di una visita politica innovativa rispetto alla tradizione dell’Italia”. “Il silenzio stampa che il ministero degli Esteri – aggiunge – ha sempre chiesto è la regola: lo abbiamo rotto perché ci siamo resi conto che un messaggio andava mandato”.
(Kat – 28 ott)