Sul referendum la Grecia fa marcia indietro e cancella la consultazione popolare. Dopo le polemiche di ieri nate in seno all’Ue e nel bel mezzo di una crisi economica e sociale che rischia di portare il Paese al fallimento, il governo Papandreou decide di annullare il referendum per chiedere alla popolazione se restare o meno nell’euro. “Il referendum non è mai stato un obiettivo di per sé – ha spiegato il premier -. Avevamo un dilemma: o c’è un vero consenso o il referendum. Come ho detto ieri, se ci fosse un consenso non avremmo bisogno di un referendum”. La Grecia resterà quindi nella zona euro e non andrà a elezioni anticipate, perché – spiega il primo ministro ellenico – sarebbe una scelta “catastrofica” che aumenterebbe soltanto i rischi di una bancarotta. Ora l’obiettivo per Atene è quello di mettere in atto il piano anticrisi concordato con l’Ue: “Respingere il piano Ue con un ‘no’ al referendum, lo svolgimento di elezioni anticipate o l’assenza di una maggioranza a favore del piano significano l’uscita della Grecia dall’euro”, ha dichiarato Papandreou. Il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ha ribadito la necessità per la Grecia di “dire chiaramente che non terrà il referendum” e di “rassicurare i partner internazionali che il Paese farà immediatamente tutto ciò che deve per attuare l’accordo con l’Ue per il suo salvataggio”. Da Cannes, dove è in corso il G20, la cancelliera tedesca Angela Merkel mantiene la linea dura: l’euro viene prima di tutto.
(Cle – 3 nov)