Lo sciopero è confermato. I distributori di carburanti chiuderanno gli impianti a partire da domani (alle 19 in città e alle 22 in autostrada) fino all’11 novembre. “Lunedì invieremo a Faib, Fegica e Figisc un documento con una dichiarazione di impegno da parte del nostro ministero che soddisfi le loro richieste relative in particolare al bonus fiscale” aveva dichiarato venerdì Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico con delega all’energia. Tuttavia l’accordo non è arrivato e al centro della trattativa, per ora fallita, resta il bonus fiscale in vigore da 17 anni e in scadenza a fine anno. Domani, tuttavia, verranno convocati nuovamente i gestori per un confronto sulle proposte del documento: Saglia, d’intesa con il ministro Paolo Romani, ha infatti convocato alle 12 Faib, Fegica e Figisc al fine di avanzare ufficialmente le proposte del ministero per risolvere la vertenza in corso. Intanto, però, con una nota durissima rivolta al governo, Faib e Fegica rafforzano le loro posizioni: “Preso atto della inerzia e dell’incapacità del governo che azzera ogni spazio di ulteriore mediazione, il Coordinamento nazionale unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl decide di confermare il pacchetto di 15 giorni di sciopero da attuarsi nei prossimi tre mesi. A cominciare dai primi giorni di chiusura che si terranno a partire dalle 19 dell’ 8 e fino alle 7 dell’ 11 novembre sulla viabilità ordinaria e a partire dalle 22 dell’8 e fino alle 6 dell’ 11 novembre sulla viabilità autostradale. In considerazione della situazione di grande difficoltà nella quale versano le popolazioni delle zone colpite dalle recenti alluvioni – assicurano però Faib e Fegica – le chiusure degli impianti non riguarderanno tali territori”. “Dal Mise – si legge nella nota – una nuova prova di latitanza: anche in questo caso piovono promesse che questo governo non ha saputo rispettare neanche nei suoi tempi migliori e nonostante impegni formali già assunti, in momenti diversi nel corso degli ultimi tre anni, da due ministri – Scajola e Romani – due sottosegretari – Saglia e Letta – e dallo stesso presidente del Consiglio”. (Gil – 7 nov)