Sono più di 38mila le firme già raccolte dalla LAV in poche ore per dire basta all’allevamento, la cattura in natura e l’uccisione di animali “da pelliccia”. Un numero destinato a salire al termine della giornata di oggi assicura la Lega AntiVivisezione che in questo fine settimana torna nelle piazze italiane per chiedere ai cittadini di firmare contro questa “vergognosa mattanza che ogni anno, solo in Italia, provoca la morte di 200mila animali fra visoni e cincillà appositamente allevati”. Dieci gli allevamenti ancora attivi nel Belpaese, dislocati fra Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Abruzzo, ricorda l’associazione nel cui sito web presenta le piazze dove è possibile recarsi per andare a firmare. Modena, Frosinone, Trieste, Pescara , Enna, Roma, Genova, Nuoro sono solo alcune delle città in cui è possibile ancora per oggi sostenere con la propria firma la proposta di legge della LAV, già depositata al Parlamento grazie a uno schieramento bi-partisan, per scrivere la parola fine a questa assurda filiera dell’orrore che mal si concilia con il buon gusto della moda. Le immagini, lanciate dalla LAV nella nuova edizione del sito www.nonlosapevo.com, stanno intanto facendo il giro del web: “basta un click per scoprire gli agghiaccianti episodi di automutilazione e cannibalismo nelle gabbie d’allevamento” si legge in una nota della Lav, che aggiunge: “Non meno drammatiche le violenze delle catture in natura di animali per farne pellicce: una realtà documentata grazie ad una investigazione condotta per due anni da persone infiltrate tra i cacciatori di pellicce”.
(red – 18 dic)