“Se si andasse al voto domani, faremmo le elezioni in un tempo di crisi talmente grave per cui è meglio sostenere questo Governo che andare alle elezioni subito”. Così, intervenendo al congresso provinciale del Pdl a Reggio Emilia, il primo a cui partecipa come segretario del partito, Angelino Alfano firma il lasciapassare per il governo Monti e mette i paletti alle fibrillazioni sulla manovra e ad una pericolosa deriva verso le urne. L’ex Guardasigilli non risparmia le critiche all’esecutivo (“Ha fatto una manovra che non ci ha convinto dal punto di vista filosofico perché segnata da troppe tasse”) ma ricorda che “noi lo abbiamo incitato a fare meglio e crediamo di avere inciso su alcuni aspetti essenziali, cioè l’alleggerimento della ‘bozza’ su pensioni e casa, il no all’Irpef e adesso lavoriamo per far sì che il versante sviluppo sia quello fondamentale. Abbiamo votato perché riteniamo che ciò che accadrebbe in assenza di questo governo sarebbe peggio” ma, ha quindi aggiunto, “adesso lavoriamo per fare sì che il versante sviluppo sia quello fondamentale”. Ma il via libera al governo Monti giunge anche dal Terzo Polo. “C’è chi di fronte all’emergenza minaccia, larvatamente o meno, le elezioni anticipate. Io dico che nessuno avrà il coraggio di portare il paese alle elezioni anticipate, nessuno avrà il coraggio di mandare a casa Monti” afferma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il quale ribadisce che “la nostra ambizione è quella di guidare l’Italia”. “Siamo nati per pacificare l’Italia, non per dividere mettendo insieme forze diverse. Il sostegno al governo Monti è la prova più consistente e credibile della svolta impressa alla politica italiana e il bipolarismo primitivo di coalizioni grandi messe insieme per vincere, ma non per governare, non funziona più” sottolinea il leader centrista. (red – 18 dic)