(3 feb) – “In un momento in cui gli Stati faticano a sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano, dove l’amico di oggi può diventare il nemico di domani, dove le nuove forme di terrorismo espongono i Paesi a rischi e pericoli, non si può fare a meno dell’intelligence”. Parola di Antonella Colonna Vilasi, la prima autrice europea ad aver pubblicato una trilogia sui temi dell’intelligence, acclamata nelle maggiori Università europee. Dopo un tour che l’ha vista protagonista nei principali atenei italiani la studiosa è stata, infatti, chiamata a tenere conferenze a Tirana e Londra mentre farà tappa a Parigi, Barcellona e Madrid nel mese di aprile. Il suo “Manuale di Intelligence” è un testo che analizza le finalità dell’Intelligence nelle moderne democrazie occidentali: “L’introduzione – precisa l’autrice – è a cura di Stefano Folli e la prefazione del Direttore dei Servizi Esterni Francesi, Pierre Lacoste, mentre un’intervista ad Alfredo Mantici, ex direttore dell’Ufficio Analisi del Sisde, completa il lavoro”. “In Italia non esiste, all’interno delle nostre Università, una cattedra legata all’Intelligence come all’estero. Io insegno in Albania, in Svizzera e all’American University. Quello che ho notato in questi anni è che va sempre più crescendo tra i giovani l’ interesse per le tematiche criminologiche-forensi. Ad occuparsi di Intelligence sono però poche, pochissime donne”. “Ad interessare maggiormente gli studenti – continua la studiosa – sono gli attacchi cybernetici. I giovani oggi – continua Colonna Vilasi – si fanno mille domande e sono desiderosi di conoscere i meccanismi dell’intelligence contemporanea, le nuove minacce e le nuove sfide, il terrorismo di ieri e di oggi”. “In un mondo globalizzato e in continua evoluzione – aggiunge la scrittrice nata a Civita Castellana, in provincia di Viterbo – gli Stati si trovano ad affrontare sempre nuove minacce ed è nuovo anche il modo di perseguire la sicurezza”. Attualmente è in corso di pubblicazione in Francia il volume inedito “L’intelligence expliquée aux enfants” : “Il tour che sto facendo nei vari atenei europei è sicuramente un’esperienza importante ed è motivo di orgoglio. Oggi quando si pensa all’intelligence – spiega l’autrice – si pensa a qualcosa di oscuro e misterioso, probabilmente c’è a chi verrà in mente il popolare agente 007, James Bond. E’ un fenomeno però che spesso viene mal compreso. In realtà dietro a quello che comunemente viene chiamato spionaggio c’è un mondo più complesso, un ‘sistema tra sistemi’ che si rivela indispensabile per la sicurezza di uno Stato”. (Gil)
