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NUCLEARE, FUKUSHIMA UN ANNO DOPO: CATENA UMANA DA LIONE AD AVIGNONE

it@withub.it by it@withub.it
9 Marzo 2012
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Ci sarà anche Legambiente a formare la lunga catena umana di 235 chilometri che domenica prossima congiungerà Lione ad Avignone per dire, anche in Francia, “Basta Nucleare”. Un’iniziativa pacifica promossa dall’associazione Sortir de nucleaire che, a un anno dallo tsunami e dall’incidente alla centrale giapponese di Fukushima, richiama l’attenzione sui rischi del nucleare e chiede a gran voce la denuclearizzazione della Francia insieme a una profonda riconversione green del sistema energetico di quel paese fondata su rinnovabili ed efficienza. La valle del Rodano, infatti, con i suoi 11 reattori (sono 58 in tutta la Francia), è la regione più densamente nuclearizzata d’Europa. “I francesi hanno deciso di manifestare, in piena campagna elettorale, la loro volontà di vivere in un paese denuclearizzato – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani – e di far pressione sui politici perché anche la Francia, come la Germania e l’Italia, esca dall’era nucleare per entrare in quella delle fonti rinnovabili. Per riuscirci hanno bisogno del sostegno di quante più persone possibili e per questo come Legambiente abbiamo deciso di partecipare a questa manifestazione come facemmo nell’ottobre 2010 a Berlino contro la decisione del governo Merkel di allungare la vita delle centrali tedesche, poi rientrata proprio in seguito al disastro in Giappone. E’ importante e urgente – conclude Ciafani – che tutta l’Europa e non solo i singoli paesi, abbandoni questa fonte energetica pericolosa e costosa per concentrarsi sull’energia verde”. “Che il nucleare sia una fonte energetica in costante declino – sottolinea ancora Legambiente – è confermato anche da un recente rapporto dell’AIEA elaborato sui dati precedenti all’incidente di Fukushima, secondo il quale il contributo del nucleare alla produzione totale di elettricità nel mondo sarebbe passato dal 13,5% del 2010 al 6,2% del 2050. E con l’abbandono dei programmi nucleari di paesi come la Germania e la Svizzera e il ripensamento di paesi fortemente nuclearizzati come il Giappone, in seguito al terribile incidente di Fukushima, questo dato è destinato a diminuire ulteriormente condannando inesorabilmente il nucleare a scomparire dalle fonti di produzione di energia elettrica”.
(Red – 9 mar)

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